Nelle sale direttamente da #Cannes75 Corsage di Marie Kreutzer

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Un’inaspettata Elisabetta d’Austria – Corsage – la recensione di Marina

(Le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival di Cannes)

Un insolito, controverso ritratto dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria (da tutti chiamata affettuosamente Sissi) è stato presentato in anteprima in occasione del Festival di Cannes 2022 – all’interno della sezione Un Certain Regard. Il lungometraggio in questione è Corsage, ultima fatica della regista austriaca Marie Kreutzer, con protagonista la celebre (e bravissima) Vicky Krieps. Elisabetta d’Austria è, in questa particolare occasione, una donna fragile, umana, ossessionata dalla cura del corpo e dal passare del tempo, che ci viene mostrata in tutta la sua umanità.

Tutto ha inizio alla vigilia del suo quarantesimo compleanno, nel dicembre 1877. Elisabetta vive insieme a suo marito, l’Imperatore Francesco Giuseppe (Florian Teichtmeister), e ai figli Rudolph (Aaron Friezs) e Maria Valeria. Il rapporto con il coniuge si è ormai raffreddato e il desiderio di scappare via lontano è sempre molto forte.

In Corsage, dunque, Marie Kreutzer si è completamente affidata alla sua protagonista, regalandoci intensi primi piani e dettagli di mani che stringono corsetti, sfrenate corse a cavallo e momenti di relax nelle sale del palazzo. Allo stesso modo, durante il film ci vengono mostrati i lati più controversi dell’Imperatrice tramite un crudo realismo, ulteriormente accentuato da ambienti sfarzosi e decadenti allo stesso tempo e da momenti in cui vediamo la protagonista disperarsi per la morte del suo cavallo, fare le boccacce al medico (nel momento in cui questi le dice che a quarant’anni era ormai considerata anziana e farsi iniettare questa “nuova medicina”, l’eroina, all’epoca considerata una medicina in grado di porre fine a ogni qualsivoglia tormento interiore senza correre alcun rischio per la salute.

E così, in Corsage, i costumi e le scenografie si contrappongono fortemente alle musiche pop, ricordando quasi l’approccio adottato da Sofia Coppola in Marie Antoinette (2006). In questo caso, però, Marie Kreutzer ha optato per una messa in scena più classica, focalizzando la sua attenzione esclusivamente sulla sua protagonista e rendendo questo suo importante film un lungometraggio coraggioso e mai eccessivo o gratuito.

Marina Pavido

Info: l’articolo su Corsage su Cinema Austriaco

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