#LaSecondaVita di Vito Palmieri – La recensione di Vittorio De Agrò (RS)

Marianna Fontana , una delle Gemelle scoperte da Edoardo De Angelis, si cimenta in una intensa interpretazione senza la sorella Angela

#LaSecondaVita è un film del 2024 diretto da Vito Palmieri, sceneggiatura di Vito Palmieri e Michele Santeramo,

Interpreti e Personaggi

Marianna Fontana: Anna

Giovanni Anzaldo: Antonio

Lorenzo Gioielli: Marco Direttore della Biblioteca

Nicola Rignanese: Padre di Antonio.

Sinossi: La Seconda Vita, film diretto da Vito Palmieri, racconta la storia di Anna (Marianna Fontana), una giovane donna che nasconde un passato terribile. Quando si trasferisce in un piccolo paesino di provincia, Anna riscopre nella piccola comunità locale una routine quotidiana: inizia a lavorare, passeggia libera per i vicoli, fa nuove conoscenze, come Antonio (Giovanni Anzaldo), uomo introverso, ma molto dolce, a cui si lega sentimentalmente.

Il suo oscuro passato, però, pare perseguitarla, così come il giudizio altrui, che – a differenza di sentenze e condanne – sembra essere obbligata a sopportare a vita.

Recensione:

“Una seconda possibilità va concessa a chiunque ”

“Il primo passo verso la redenzione è pagare il prezzo delle proprie azioni”

Il carcere dovrebbe avere una duplice funzione: afflittiva e riabilitativa per chiunque si macchi  di un atto criminoso; ma raramente un ex detenuto è accolto positivamente in società, anzi è messo all’indice spingendolo nuovamente a compiere atti criminosi anche soltanto per sopravvivere

Poco ci interessa di che cosa prova e pensa un detenuto una volta scontata la giusta pena.

Il pregiudizio ed i sensi di colpa tormentano l’anima di un ex galeotto incapace di adattarsi in un mondo cambiato durante gli anni di carcere.

#Lasecondavita di Vito Palmieri affronta questa delicata e complessa tematica raccontandoci la seconda vita o se preferite la seconda possibilità di Anna, una giovane donna che dopo aver scontato otto anni carcere per un orrendo crimine, fatica a reinserirsi in società.

Anna è una donna piegata dai sensi di colpa, perseguitata dai pregiudizi ed ostilità da parte di chi scopre il suo passato.

Quando si trasferisce in una piccola cittadina, assunta come impiegata della biblioteca, si illude di poter ricominciare nascondendo il proprio tragico passato.

Ma dal passato non si può fuggire né tanto meno si può evitare il confronto con la propria coscienza.

Marianna Fontana ci regala un’interpretazione intensa, credibile, sofferente calandosi nei panni di Anna, condividendo il proprio travaglio interiore con lo spettatore.

Non si può ricominciare, se non si fa pace con il proprio passato, accettando anche il proprio lato più oscuro della propria indole.

Vito Palmieri al suo terzo lungometraggio, dimostra di aver raggiunto una maturità registica e sensibilità artistica ed umana di spessore costruendo una storia dolorosa ed introspettiva senza mai cadere nel pietismo e/o nella retorica, dando voce e visibilità alle difficoltà vissute dagli ex detenuti al “rientro” in società.

#Lasecondavita svela l’ipocrisia delle “persone per bene” nei riguardi dei reietti /ultimi, facendoli sentire ancora “criminali” nonostante abbiano scontato la propria pena o peggio ancora ricattandoli come farà Marco (un ottimo Gioielli) rivelandosi un falso e molesto opportunista.

Anna vorrebbe sentirsi “giusta”, accettata e financo amata quando incontra l’introverso fabbro Antonio, anche lui anima inquieta e poco incline ad accettare le regole della comunità.

Il legame spontaneo che lega queste due anime dovrò passare il difficile quanto necessario momento della verità da parte di Anna, affinché l’amore assuma anche una valenza salvifica e liberatoria.

La coppia Fontana-Anzaldo funziona e conquista lo spettatore, mettendo in scena un rapporto basato sui silenzi e sguardi più che sui dialoghi.

In conclusione #lasecondavita è una visione dura, angosciosa, sofferta che non fa sconti come è la vita reale, ma evidenziando come la condivisione della verità ed ammettendo le proprie fragilità e limiti siano l’unica e vera strada per poter ambire ad una seconda vita da persona libera e pacificata.

Vittorio De Agrò (RS)

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