Marina's Focus of the Day from Marlene-Dietrich-Platz
(from the #Berlinale Luigi Noera with the extraordinary participation of Carla Cucchiarelli and the kind collaboration of Marina Pavido, and Eleonora Ono of the editorial staff Ground floor – Photos are published courtesy of #BERLINALE)
In the final lines, two incredible stories, ma semplici ma universali
COMPETITION
Etwas ganz Besonderes (Home Stories) by Eva Trobisch | with Frida Hornemann, Max Riemelt, Eva Löbau, Gina Henkel, Rachel Ohm – D 2026 | WP
The plot: Lea is auditioning for a TV talent show. Producer asks her: “Chi sei e cosa ti definisce?”. Lea non ha risposta. E così inizia la ricerca della sua identità. Meantime, nella sua città natale, il museo è in fase di sontuosa ristrutturazione con fondi dell’UE, ma il B&B della sua famiglia fatica a rimanere a galla. I genitori di Lea, Matze e Rieke, si sono appena separati perché Rieke aspetta un figlio da un altro uomo e stanno ancora faticando ad abituarsi alla nuova situazione familiare. Anche i suoi nonni sono alle prese con problemi, sia tra loro che con il loro hotel nella foresta che, in questa regione gravemente carente di turisti, sta assorbendo più soldi di quanti ne guadagni. Sua zia Kati è un modello di indipendenza per Lea, ma, come direttrice del museo, si sta facendo pochi amici in questa piccola città di provincia. La migliore amica di Lea, Bonny, è su un altro pianeta da quando si è innamorata del cugino di Lea, l’attivista Edgar. Ed è qui che risiede la complessità della domanda: chi è Lea e chi vuole essere? Quale storia familiare si può trarre dalla storia della sua famiglia?
Review: Etwas ganz Besonderes, ultimo lungometraggio della regista tedesca Eva Trobisch, è stato presentato in anteprima mondiale in concorso alla 76° edizione del Festival di Berlino.
Protagonista di Etwas ganz Besonderes è l’adolescente Lea (Frida Hornemann), con la passione per il canto e che, one day, viene selezionata per partecipare a un prestigioso talent show. When, But, durante un’intervista le viene chiesto di parlare di sé, ella si troverà in difficoltà, in quanto nemmeno lei, che sta vivendo un momento particolarmente delicato, ancora non ha compreso cosa voglia dalla vita.
I suoi genitori si sono separati da poco, his mother (con cui ella ha un rapporto difficile) aspetta un figlio da un altro uomo. Meantime, i suoi nonni faticano a mandare avanti lo storico hotel di famiglia, e mentre la sua migliore amica ha appena iniziato una storia con suo cugino Edgar, l’unico suo punto di riferimento è sua zia Kati, che ha appena avviato la gestione di un prestigioso museo.
Tutti i protagonisti di Etwas ganz Besonderes si trovano, therefore, a un momento di svolta delle proprie vite. Numerosi conflitti sono all’ordine del giorno e ognuno di loro ci appare, so, incredibilmente umano. Etwas ganz Besonderes, therefore, è una storia contemporanea, ma universale allo stesso tempo. Una storia classica e ben articolata, grazie a una solida sceneggiatura in grado di inferirci anche potenti scossoni emotivi.
Etwas ganz Besonderes, therefore, è un lungometraggio complesso e stratificato, che tratta il tema dell’adolescenza in modo mai scontato o banale. E tramite una storia famigliare, anche il conflitto intergenerazionale, così come la complessità di ogni rapporto di coppia, vengono sapientemente messi in primo piano. Questo ultimo lavoro di Eva Trobisch è, so, un film incredibilmente vivo e pulsante. E vedremo se anche la giuria berlinese sarà d’accordo con ciò.
Moscas (Flies) di Fernando Eimbcke | con Teresita Sánchez, Bastian Escobar, Hugo Ramírez – Mexico 2026 | WP
The plot: Olga vive una vita rigidamente regolata, senza amici né relazioni, in un vasto condominio. When, per necessità economiche, è costretta ad affittare una stanza, un uomo si trasferisce nell’appartamento e introduce di nascosto anche il figlio di nove anni. Con sua grande sorpresa, Olga inizia a stringere un legame improbabile con il bambino. Il suo mondo, così attentamente controllato, inizia a cambiare e, contro la volontà di Olga, queste tre vite iniziano a intrecciarsi.
Review: Presentato in concorso alla 76° edizione del Festival di Berlino, Moscas è l’ultimo lungometraggio del regista messicano Fernando Eimbcke.
The story here staged, therefore, è quella di Olga (Teresita Sánchez), una donna non più giovanissima che vive da sola da molti anni. She, avendo pertanto bisogno di soldi, decide di affittare una stanza del suo appartamento a chi si trova momentaneamente in città per assistere i propri cari ricoverati nel vicino ospedale. Risponderà alla sua inserzione Tulio (Hugo Ramírez), momentaneamente in zona poiché sua moglie ha bisogno di cure. Nonostante le rigide regole di casa, l’uomo farà entrare in segreto nell’appartamento anche suo figlio di nove anni Cristian (Bastian Escobar). Cosa accadrà in seguito?
Con una storia tutto sommato semplice e lineare e interamente girato in bianco e nero, Moscas fa di gesti e dettagli il suo vero punto di forza. Ciò riguarda, in particular, la caratterizzazione della burbera e un po’ misantropa Olga (particolarmente esilarante la scena in cui la donna cerca di scacciare una mosca da casa sua), così come il rapporto che si viene via via a instaurare tra lei e il piccolo Cristian, that, nonostante la prevedibilità di determinati risvolti, si è rivelato particolarmente sottile.
In Moscas, Furthermore, particolarmente interessante è la passione del bambino per i videogiochi. Appena possibile, egli si dedica a un videogioco da lui particolarmente amato. E la sua grafica, che ricorda quasi una grafica anni Novanta, ben si contrappone, in this sense, proprio al mondo di Olga. Tale gioco sta a rappresentare per Cristian quasi un mondo ideale in cui rifugiarsi per dimenticare i problemi del quotidiano. E nel vedere le finestre del palazzo di Olga accendersi in sincrono, ricordando, just, la grafica di tale gioco, nemmeno noi sappiamo più dove finisca la realtà e inizi l’immaginazione.
Moscas è, therefore, un piccolo gioiello all’interno di questo ricco concorso berlinese. E nella sua apparente semplicità sa ogni volta come emozionarci.
marina fears