Da Marlene-Dietrich-Platz il Focus del giorno di Marina
(dalla #Berlinale Luigi Noera con la straordinaria partecipazione di Carla Cucchiarelli e la gentile collaborazione di Marina Pavido, e Eleonora Ono della Redazione RdC – Le foto sono pubblicate per gentile concessione della #BERLINALE)
Un rapporto matrimoniale apparentemente felice e armonioso viene messo in discussione da un evento inaspettato
CONCORSO
Meine Frau weint (My Wife Cries) di | con Vladimir Vulević, Agathe Bonitzer, Birte Schnöink, Pauline Rebmann, Clara Gostynski – D / F 2026 | WP
La trama: Una normale giornata di lavoro in un cantiere edile. Thomas, gruista quarantenne, riceve una chiamata dalla moglie Carla: deve andarla a prendere all’ospedale. Una volta lì, la trova in lacrime e scopre che ha avuto un incidente d’auto. Carla gli racconta del suo compagno di ballo David, con cui stava andando a vedere una casa in campagna e che è morto nell’incidente. Cerca di raccontare tutto al marito apertamente e onestamente, ma Thomas si chiude sempre più in se stesso. Semplicemente non si capiscono. Un film sulla sfida della vita e sulla ricerca di un linguaggio comune.
Recensione: Presentato in concorso alla 76° edizione del Festival di Berlino, My Wife Cries è l’ultimo lungometraggio della regista tedesca Angela Schanelec.
La storia messa in scena, dunque, è quella di Thomas (Vladimir Vulević), operaio in un cantiere edile, che un giorno, mentre è a lavoro, riceve una telefonata da sua moglie Carla (Agathe Bonitzer): egli dovrà andarla a prendere in ospedale, perché la donna ha appena avuto un incidente stradale, che ha provocato la morte del suo amico David. La donna è immediatamente sincera con suo marito, gli racconta del suo legame intenso ma platonico con David, gli parla dei suoi sentimenti e delle sue paure. Thomas, però, dal canto suo, non sembra realmente comprenderla e, dopo un forte e finirà irrimediabilmente per chiudersi sempre di più.
In My Wife Cries, dunque, un rapporto matrimoniale apparentemente felice e armonioso viene messo in discussione da un evento inaspettato. Parallelamente alla storia tra Thomas e Carla, inoltre, assistiamo alle vicende di loro amici e colleghi, e vediamo come tutti loro, ognuno a modo proprio, fatichino a trovare un necessario punto d’incontro.
In My Wife Cries, così, nel rendere i dialoghi protagonisti assoluti, Angela Schanelec ha optato per frequenti inquadrature a camera fissa (fatta eccezione per i momenti in cui i protagonisti camminano per strada), con una quasi totale assenza di musiche (fatta eccezione per musiche prettamente diegetiche) e performance attoriali che seguono in tutto e per tutto i canoni dello straniamento brechtiano. Con My Wife Cries, Angela Schanelec ha, dunque, rivelato una grande sensibilità e una grande conoscenza dell’animo umano. Vedremo nei prossimi giorni cosa ne pensa la giuria di questo ricco concorso berlinese.
Marina Pavido