Il Focus del giorno dalla Croisette e i premi di UCR
(da Cannes Luigi Noera e Vittorio De Agrò (RS) con la gentile collaborazione di Eleonora Ono – le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival di Cannes)
KUANG YE SHI DAI (RESURRECTION) di BI Gan chiude il Concorso
Trama: In un mondo in cui l’umanità ha perso la capacità di sognare, una creatura rimane incantata dalle illusioni svanite del mondo onirico. Questo mostro, alla deriva in una fantasticheria, si aggrappa a visioni che nessun altro può vedere, finché non appare una donna. Dotata del raro potere di percepire queste illusioni per quello che sono realmente, sceglie di entrare nei sogni del mostro, determinata a svelare la verità che vi si cela.
Recensione: Resurrection – Il sogno come ultimo rifugio
Con Resurrection, Bi Gan costruisce un’opera visionaria e stratificata, ambientata in un futuro post-apocalittico sospeso fuori dal tempo. Al centro, una donna sopravvissuta a un misterioso intervento cerebrale che si risveglia in un mondo immobile e svuotato. Qui incontra un androide — o forse un relitto tecnologico — e inizia a narrargli storie della Cina, attraversando miti, memorie e percezioni.
La parola diventa strumento di resurrezione: ogni racconto sembra restituire lentamente vita all’automa, mentre la protagonista, specularmente, tenta di ritrovare un senso alla propria esistenza. Realtà e sogno si sovrappongono, così come i confini tra umano e artificiale, in un film che riflette su memoria, identità e bisogno di sopravvivere, anche solo attraverso il racconto.
L’apertura è emblematica: circa venti minuti che rielaborano il linguaggio del cinema muto in chiave psichedelica, tra cartelli scritti, musica orchestrale e un uso espressivo del colore. Bi Gan non utilizza la palette come semplice elemento estetico, ma come vero dispositivo narrativo, capace di evocare stati emotivi e orientare lo sguardo.
Il lungo prologo introduce una struttura frammentata, composta da cinque storie intrecciate. Non tutte hanno lo stesso peso, ma alcune emergono con forza: in particolare il legame tra l’androide e una bambina, e il ritratto di un giovane innamorato, tra i momenti più intensi e umani del film.
Resurrection è un’opera esigente, che richiede attenzione e disponibilità all’immersione. La narrazione procede per suggestioni più che per linearità, privilegiando l’esperienza visiva e sensoriale. La messa in scena è ricca e controllata: scenografie elaborate, fotografia magnetica e un ritmo ipnotico che accompagna lo spettatore lungo un percorso non sempre immediato, ma coerente.
Nonostante la durata e qualche inevitabile dispersione, il film mantiene una direzione precisa. Il finale, poetico e malinconico, sintetizza il senso dell’opera: il sogno, forse, trova la sua forma più autentica proprio nella sala cinematografica, uno spazio sempre più fragile.
Un film ambizioso, non privo di asperità, ma capace di offrire un’esperienza visiva e emotiva rara. Non per tutti, ma per chi accetta di lasciarsi trasportare, un viaggio che vale la pena intraprendere.
Oggi si è chiusa la sezione UCR con la Cerimonia di Premiazione
Celebrando il cinema emergente, d’autore e nuovo, la selezione del 2025 ha presentato 20 lungometraggi, tra cui 9 opere prime in concorso anche per la Caméra d’Or Presieduta dalla regista, sceneggiatrice e direttrice della fotografia britannica Molly Manning Walker, la giuria è composta dalla regista e sceneggiatrice franco-svizzera Louise Courvoisier, dalla direttrice croata del Festival Internazionale del Cinema di Rotterdam Vanja Kaludjercic, dal regista, produttore e sceneggiatore italiano Roberto Minervini e dall’attore argentino Nahuel Pérez Biscayart.
Miglior film di Un Certain Regard
LA MISTERIOSA MIRADA DEL FLAMENCO (THE MYSTERIOUS GAZE OF THE FLAMINGO) di
Diego CÉSPEDES opera prima
Premio della Giuria a UN POETA (A POET) di Simón MESA SOTO
Miglior Regia a Arab & Tarzan NASSER per Once Upon a Time in Gaza (RECENSIONE)
Miglior Attore a Frank DILLANE in Urchin di Harris Dickinson
Miglior Attrice a Cleo DIÁRA in O Riso e a Faca (I Only Rest in the Storm) di Pedro Pinho (RECENSIONE)
Miglior Sceneggiatura a PILLION di Harry LIGHTON Opera prima
Caméra d’or a THE PRESIDENT’S CAKE di Hasan HADI (Directors’ Fortnight)
Menzione Speciale a MY FATHER’S SHADOW di Akinola DAVIES JR (Un Certain Regard)
THE CST AWARD FOR BEST ARTIST-TECHNICIAN viene assegnato a Ruben Impens, direttore della fotografia, e Stéphane Thiébaut, tecnico del suono di ALPHA, diretto da Julia Ducournau (RECENSIONE)
Infine THE CST AWARD FOR BEST YOUNG FEMALE FILM TECHNICIAN viene assegnato a Éponine Momenceau, direttore della fotografia di CONNEMARA, di Alex Lutz (RECENSIONE)
Luigi Noera