#CANNES78 – 13/24 maggio 2025 SPECIALE #28 (DAY11)

Lo sguardo critico di Vittorio De Agrò dal Palais

(da Cannes Luigi Noera e Vittorio De Agrò (RS) con la gentile collaborazione di Eleonora Ono – le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival di Cannes)

In Concorso i Fratelli Dardenne e Kelly Reichard deludono

CONCORSO

Piccole Madri (Jeunes Mères) di Jean-Pierre e Luc Dardenne

Trama: Cinque adolescenti, ognuna con un passato complesso, trovano accoglienza in una casa rifugio per giovani madri. In questo spazio protetto affrontano la maternità precoce e la marginalità sociale, tra scelte dolorose e desideri di riscatto.

Recensione: I fratelli Dardenne confermano il loro interesse per le nuove generazioni, puntando l’obiettivo su ragazze obbligate a diventare adulte troppo presto.

Le protagoniste sono state abbandonate o rifiutate dalle proprie famiglie, e il film segue la loro quotidianità in un centro statale dove si decide il futuro dei loro figli.

Il racconto è girato con il consueto rigore e minimalismo dei due registi, ma la narrazione procede in modo piuttosto piatto e scolastico.

Nonostante la tematica forte, manca tensione emotiva. A tratti sembra una versione depotenziata del reality 16 Anni e Incinta, con un paio di scene più incisive che non bastano a risollevare l’insieme.

Il finale positivo appare più come una speranza autoriale che una vera risoluzione narrativa.

The Mastermind di Kelly Reichardt

Trama: Anni Settanta. Gli Stati Uniti sono attraversati da proteste e cambiamenti. In questo contesto, James Mooney organizza un furto d’arte apparentemente riuscito, ma il difficile arriva dopo: custodire il bottino, sfuggire alla legge e affrontare se stesso.

Recensione: The Mastermind è un film che scivola via senza lasciare traccia.

Reichardt tenta il racconto di un’epoca e di un personaggio contraddittorio, ma il risultato è un film debole, lento, privo di vera tensione o approfondimento psicologico.

Josh O’Connor è sprecato in un ruolo che rimane abbozzato: conosciamo poco del passato del protagonista, e le sue motivazioni appaiono forzate o poco credibili.

Il ritmo è compassato e la messa in scena priva di mordente. La sensazione è quella di un’occasione mancata, persa tra il racconto intimista e il noir sociale.

Due film che chiudono il concorso di Cannes 2025 senza lasciare il segno. Piccole Madri affronta un tema importante ma senza reale profondità narrativa. The Mastermind cerca di fondere heist movie e racconto esistenziale, ma resta evanescente.

Vittorio De Agrò (RS)

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