Ad #UnCertainRegard un crime movie d’esordio: LE ROYAUME di Julien COLONNA
(da Cannes Luigi Noera e Maria Vittoria Battaglia con la gentile collaborazione di Vittorio De Agrò (RS) – le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival di Cannes)
Sinossi: Un’adolescente in fuga con il padre durante una guerra tra bande.
Recensione: L’incipit inizia con il rumore di una boscaglia; è una partita di caccia ai cinghiali; tra i cacciatori c’è anche una giovane Lesia che segue il rito di scorticare il cinghiale catturato dal padre.
Sono una famiglia di agricoltori con i loro riti propiziatori per la buona riuscita del raccolto. Lei invece da giovane che è ha le pulsioni per primo amore giovanile.
Con la scusa di dover accompagnare la zia viene sottratta dal giro di ragazzi che le ronzano intorno.
Si ritrova così con uno stuolo di uomini adulti insieme al nonno: è la banda del padre che spadroneggia in Corsica
Il suo pensiero tuttavia è per il giovane amoroso Fabien, ma non riesce a contattarlo con il cellulare e scopre da un giornale lasciato dal nonno di un attentato al Presidente della Regione della Corsica Padovani mentre in realtà il vero obbiettivo era proprio il giovane moroso.
Sta per scoppiare una guerra tra bande rivali. E Lesia, riluttante a lasciare il padre che ama ma che vede raramente, si ritrova in prima linea.
Nella drammaturgia del racconto viene esplorato il mondo oscuro della mafia corsa: l’isola ha uno dei più alti tassi di omicidi in Europa, ma la pellicola è una delle poco ad avventurarsi nel mondo criminale di Cosica.
Questi uomini possono sembrare terrificanti, ma per Lesia sono come una famiglia: zii surrogati, un amato padrino di nome Joseph, un giovane gangster Santu che la tratta come una sorellina. Conosce questo mondo, ne conosce le regole (niente domande, assolutamente niente chiamate dal telefono nella casa in cui si nascondono). Nonostante ciò, il regista mostra lei la infrange.
La violenza aumenta e il numero dei cadaveri inizia a salire. Colpevole di aver infranto la regola cardinale del padre e terrorizzata di perdere l’unico genitore rimastole, sfugge al controllo dalle guardie che avrebbero dovuto riportarla nella relativa sicurezza della casa della zia e torna al fianco del padre. Mentre il cerchio si stringe, Lesia e suo padre sono costretti a darsi alla fuga insieme. Per Lesia, che caccia il cinghiale, cosa che odia segretamente, solo per poter trascorrere del tempo con suo padre, la possibilità di nascondersi in un campo vacanze, quasi come una famiglia normale.
La situazione precipita con l’uccisione del padre e Lesie prende il suo posto in un ruolo che conosce bene sin da bambina!
Il film mette in evidenza come la criminalità è un fenomeno che convive con la società civile in Corsica insieme all’inevitabilità del ciclo di violenza che ne deriva sottolineato dalla storia raccontata che però risulta scontata.
Luigi Noera