#VENEZIA80 – 30/8 -9/9/2023 SPECIALE #14: (DAY 7) le pillole di Maria Vittoria Battaglia

(da Venezia Luigi Noera con la gentile collaborazione di Maria Vittoria Battaglia e Anna Maria Stramondo – Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Biennale)

Dalla Francia due piccoli film

VENEZIA 80 Fuori Concorso

VIVANTS di ALIX DELAPORTE

con Alice Isaaz, Roschdy Zem, Vincent Elbaz, Pascale Arbillot, Pierre Lottin, Jean-Charles Clichet / Francia, Belgio / 86’

SINOSSI

Gabrielle è appena entrata a far parte di un prestigioso network di informazione. In assenza di un’adeguata formazione, deve dimostrare di essere all’altezza e trovare il proprio posto all’interno di un gruppo di inviati speciali di grande esperienza. Nel vivo dell’azione, imparerà il linguaggio e il codice di questi reporter, sempre appassionati, spesso divertenti e talvolta segnati dalla vita e dalla loro professione. E poi c’è Vincent, il caporedattore del programma, che non può fare a meno di sfidare…

COMMENTO DELLA REGISTA

Al pari dei miei personaggi, ho esordito nel ruolo di fotoreporter, filmando la vita mentre scorre e affidandomi all’istinto per cavalcarne l’imprevedibile flusso. La mia priorità assoluta nel dirigere questo film è stata quella di ricreare questa rapidità d’azione sul filo del rasoio e servirmene per catturare il groviglio di emozioni rarefatte e di legami umani amplificati che si creano sul campo, così da renderlo il più vivido e commovente possibile.

RECENSIONE

Gabrielle è una giovane reporter, agli inizi della sua carriera.

Grazie a dei contatti entra in uno studio giornalistico e piano piano inizia a farsi strada nel turbolento mondo dell’informazione, inizia a conoscere i propri colleghi e a scoprire il proprio capo, il caporedattore, da cui è magneticamente attratta. Non è una trama ricca quella che Delaporte offre allo spettatore, ma anzi un film povero di narratività. Eppure è un film ricco di passione, di sguardi intensi che arrivano dritti al cuore. Ogni singolo personaggio è mosso da valori inossidabili, portando avanti un lavoro rischioso, senza accettare compromessi; e così lo sguardo curioso e appassionato della protagonista, che già apriva la pellicola, la chiude, donando all’opera di Delaporte un tocco di autentica bellezza.

GdA SELEZIONE UFFICIALE

Through the Night, di Delphine Girard

Il voto di Maria Vittoria è 4\5

SINOSSI

Una sera, una donna in pericolo chiama la polizia. Anna risponde a quella richiesta d’aiuto. Un uomo è arrestato. Passano le settimane, i tribunali cercano le prove e Aly, Anna e Dary affrontano gli echi di una notte che non possono lasciarsi alle spalle.

COMMENTO DELLA REGISTA

«Due anni fa, dopo aver ascoltato una chiamata al 911 statunitense, iniziai a scrivere il cortometraggio A Sister. Si raccontava la storia di una telefonata d’emergenza fatta da una donna che era prigioniera in un’automobile guidata dall’uomo che l’aveva appena aggredita. Per chiedere aiuto, finse di chiamare la sorella. Quel lavoro mi colpì più del previsto. Dialogava con l’attualità e con l’improvvisa attenzione sugli effetti distruttivi causati dalle violenze sessuali. Terminai il cortometraggio con un senso di insoddisfazione, anche se non riuscivo a formulare bene le ragioni di quello stato d’animo. Solo partecipando alle proiezioni e alle successive discussioni, compresi quel disagio: nel cortometraggio mi era mancato  il tempo necessario per esplorare la complessità del tema e per raccontare le storie dei personaggi come avrei effettivamente voluto. Cosa fa Aly, la giovane donna, dopo quello che ha appena vissuto? Come reagisce Anna, l’operatrice, a quella chiamata? Sente il bisogno di essere coinvolta? Cosa succede a Dary e cosa pensa delle sue azioni? È fondamentale, in questo particolare momento storico, e anche a livello personale, trovare il modo di dare una forma e una sostanza a tutto ciò. È necessario capire gli effetti di un’aggressione, al di là degli strumenti di cui si dota il nostro sistema per reagire. Vorrei mostrare le cause che spingono una persona a commettere un abuso, soprattutto perché non credo sia possibile mutare certi comportamenti senza prima comprenderli. Sono stanca (e furiosa) di vedere la quantità di donne la cui vita è stata sconvolta dalla violenza e sono esausta delle risposte semplicistiche che si danno a questi problemi, perché si finisce sempre con l’opporre i mostri alle vittime. Non credo che così si creerà il terreno fertile per un autentico cambiamento». [Delphine Girard]

RECENSIONE

Dopo il cortometraggio Une soeur la regista Girard torna con Quitter La Nuit, un lungometraggio che segue le vicende della precedente opera. E’ notte, in una macchina una donna, Aly, chiama la sorella.

Un inizio innocuo, che si svela presto in tutta la sua tragicità: dall’altra parte non risponde nessuna sorella, ma Anna, dal centralino della polizia, il cui pronto intervento porta all’arresto dell’aggressore. Tutto questo nei primi, pochi, minuti del film, che dopo la suspense e il ritmo incalzante dell’inizio si dilata per concentrarsi sul lungo, interminabile, momento che intercorre tra l’aggressione e il processo. Il momento delle ansie, dei silenzi, degli abbracci respinti e della rabbia esplosiva, nell’angosciante attesa di qualcosa che non arriverà, perché non sarà certo l’esito di un processo a restituire alla protagonista un pò di serenità.

E così, nel rassegnato silenzio che domina le scene del film, ad Aly non resta che mettere ordine, nel tentativo di risistemare i pezzi derivanti da quella notte.

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