#VENEZIA80 – 30/8 -9/9/2022 SPECIALE #10: (DAY 5) le pillole di Maria Vittoria Battaglia

(da Venezia Luigi Noera con la gentile collaborazione di Maria Vittoria Battaglia e Anna Maria Stramondo – Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Biennale)

Il primo lungometraggio di Ariane Louis-Seize si presenta come un film inaspettatamente sorprendente

GdA SELEZIONE UFFICIALE

Humanist Vampire Seeking Consenting Suicidal Person, di Ariane Louis-Seize

SINOSSI

Sasha è una giovane vampira con un problema molto serio: ha una sensibilità che le impedisce di uccidere! Quando i genitori, esasperati dalla situazione, le tagliano i rifornimenti di sangue, la vita di Sasha è in pericolo. Per sua fortuna incontra Paul, un adolescente solitario con tendenze suicide, disposto a sacrificarsi per salvare la ragazza. Il loro patto, però, si trasforma in un forsennato tentativo notturno di esaudire gli ultimi desideri di Paul prima che faccia giorno.

COMMENTO DELLA REGISTA

«Questo lavoro è nato per esorcizzare le mie ansie sulla morte. Ho messo insieme un tema universalmente terrificante e il desiderio, che maturavo da diverso tempo, di realizzare un film sui vampiri. Cioè, su quelle creature destinate a uccidere per sopravvivere e accompagnate continuamente da un senso di morte. Cosa accade se iniziano a ragionare sulla loro vita e su quelle che si portano via? È da questa domanda etica, filosofica e potenzialmente tragicomica che nasce il personaggio di Sasha, una giovane vampira umanista pronta a lasciarsi morire pur di risparmiare gli altri. La morte è anche parte della vita di Paul, un adolescente depresso che non trova posto in un mondo indecifrabile e ostile. I drammi interiori di Sasha e Paul sono certamente tragici, ma volevo che dal loro incontro emergessero luce e speranza. Vampire humaniste cherche suicidaire consentant oscilla tra il film di genere, il romanzo di formazione e la commedia dark». [Ariane Louis-Seize]

Il voto di Maria Vittoria è 4\5

RECENSIONE

Il primo lungometraggio di Ariane Louis-Seize si presenta come un film inaspettatamente sorprendente. Il titolo strappa subito un sorriso allo spettatore, e la promessa di una risata viene mantenuta mentre seguiamo le avventure di Sasha, piccola vampira che prova compassione per gli umani – tanto da soffrire di PTSD dopo che i genitori si “nutrono” del clown alla sua festa di compleanno.

Quando però ritroviamo Sasha da adolescente ci rendiamo conto che la regista non vuole solo fare dark humor: Sasha per sopravvivere deve bere sangue umano, ma la sua spiccata empatia le impediscono di privare della vita altre persone e questo la spinge in una spirale depressiva, da cui riesce a risalire solo grazie all’incontro con Paul – uno di quegli umani di cui si dovrebbe nutrire. Dietro alle battute audaci Humanist Vampire tocca temi di grande importanza, come il suicidio, la depressione e il bullismo e sebbene poco approfonditi, tali temi sono affrontati in maniera sempre delicata.

Lascia un commento

Top