SPECIALE #CANNES75 – 17-28 Maggio 2022 #30 (DAY 8): The natural History of Destruction di Sergei Loznitsa

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La Seconda Guerra Mondiale da tutti i punti di vista – The natural History of Destruction – la recensione di Marina

(da Cannes Luigi Noera e Marina Pavido – Le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival di Cannes)

Il regista e documentarista ucraino Sergei Loznitsa è noto per il minuzioso lavoro d’archivio compiuto prima della realizzazione di ogni suo film. Filmati e mmagini di repertorio, sapientemente montati l’uno con l’altro e legati semanticamente tramite un uso delle musiche che si fanno attrici essenziali nel raccontare ciò che il cineasta ha voluto mettere in scena, fanno parte, ormai, del suo marchio di fabbrica. Attraverso il suo cinema, la Storia contemporanea e del passato ha preso vita in modo vivo e pulsante sul grande schermo, come solo uno sguardo attento e coraggioso saprebbe fare.

Perfettamente in linea con il resto della sua filmografia, dunque, il documentario The natural History of Destruction – presentato in anteprima in occasione della 75° edizione del Festival di Cannes all’interno della sezione Special Screenings – ci mostra un capitolo cruciale della storia mondiale del secolo scorso, offrendoci punti di vista variegati e immagini di grande, grandissimo impatto emotivo.

Ci troviamo in un piccolo villaggio della Germania degli anni Quaranta. La vita sembra trascorrere tranquilla, tra giornate trascorse a pranzare tutti insieme all’aria aperta, musicisti che intonano allegre melodie lungo la strada e contadini che portano al pascolo i loro animali. Poi, improvvisamente, tutto cambia. La guerra è alle porte e queste atmosfere conviviali sembrano soltanto un vago ricordo.

I potenti spiegano cosa li muove a portare avanti la guerra. Chi ne paga le spese, come sempre, sono i civili. Filmati di repertorio prese dagli aerei in volo intenti a lanciare bombe sul paese nemico colpiscono come un pugno allo stomaco. E ancor più d’impatto sono immagini di feriti che vengono trasportati in barella dopo un bombardamento, di corpi disposti in fila in attesa di sepoltura e, non per ultime, di immagini prese dall’alto di città completamente distrutte, in cui degli unici edifici rimasti in piedi è rimasta solo la facciata esterna.

The natural History of Destruction è un documentario tristemente attuale, che spara a zero su entrambe le fazioni, che urla la sua rabbia nei confronti di un passato doloroso che nel presente in cui viviamo vede fin troppi appigli. L’approccio inconfondibile di Sergei Loznitsa, poi, fa il resto e in un accurato lavoro di selezione e montaggio di filmati di repertorio non vede necessità alcuna di ridondanti didascalie.

Ancora una volta, il documentarista ucraino ha saputo scrivere un capitolo fondamentale della storia recente, offrendoci, al contempo diverse prospettive e diversi spunti di riflessione. Il suo The natural History of Destruction si è rivelato ancora una volta uno dei prodotti più interessanti e ricercati della celebre manifestazione cinematografica.

Marina Pavido

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