SPECIALE #CANNES75 – 17-28 Maggio 2022 #27 (DAY 7): Burning Days di Emin Alper

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Solo contro tutti – Burning Days – la recensione di Marina

(da Cannes Luigi Noera e Marina Pavido – Le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival di Cannes)

Il potere. La corruzione. I diritti umani che mai vengono rispettati e un forte, fortissimo desiderio di giustizia. Nel suo ultimo lungometraggio – Burning Days, presentato in anteprima mondiale alla 75° edizione del Festival di Cannes, all’interno della sezione Un certain Regard – il regista turco Emin Alper ha messo in scena tutto ciò dando vita a un thriller complessivamente soddisfacente, in cui un giovane eroe si trova a fare i conti con una realtà molto più grande di lui.

Emre, dunque, è un giovane procuratore che viene inviato in un remoto villaggio della Turchia. Qui la corruzione è molto alta e, nel momento in cui egli si troverà a interessarsi a problemi come l’ecologia, l’approvvigionamento idrico e il benessere dei suoi concittadini, le autorità del posto faranno di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote. Le cose, inoltre, prenderanno una piega ancor più drammatica nel momento in cui, dopo aver cenato con due personalità del posto, l’uomo verrà drogato e fatto ubriacare. Quella stessa sera, i due uomini violenteranno una ragazza con problemi mentali andata da loro per intrattenerli con un po’ di musica e balli.

Un ruvido realismo – che trova una sua location ideale in case malmesse, in piccole stradine di paese sporcate di sangue dopo una cruenta caccia al cinghiale e in enormi distese di sabbia – si rivela la soluzione ideale per mettere in scena il dramma del giovane Emre. Il paese in cui il protagonista è stato inviato sembrerebbe quasi un piccolo universo a sé, in cui, tuttavia, gli interessi e le dinamiche malate ricordano quasi quelle di un grande centro urbano.

Interessante notare, a tal proposito, come il regista abbia optato per una messa in scena che, man mano che la storia procede, sembra somigliare sempre più a un thriller di stampo statunitense. Burning Days è un lungometraggio complessivamente pulito e privo di sbavature, pur non brillando particolarmente per originalità, sia per quanto riguarda le tematiche che l’approccio registico. Ma tant’è. Emin Alper sa il fatto suo. E in questo Festival di Cannes 2022 si è comunque dignitosamente distinto.

Marina Pavido

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