SPECIALE #CANNES75 – 17-28 Maggio 2022 #24 (DAY 6): Syk Pyke di kristoffer Borgli

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Successo e voyeurismo – Syk Pyke – la recensione di Marina

(da Cannes Luigi Noera e Marina Pavido – Le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival di Cannes)

Il desiderio di visibilità e di successo. Ciò che abbiamo da offrire e che gli altri si aspettano da noi. E ancora, il malato voyeurismo e la particolare attenzione verso i drammi umani. Syk Pyke, graffiante commedia nera diretta dal regista norvegese Kristoff Borgli e presentata in anteprima mondiale in occasione della 75° edizione del Festival di Cannes, all’interno della sezione Un certain Regard, mette in scena tutto ciò senza paura di osare, di scioccare lo spettatore, attraverso una storia al limite del paradossale che nel presente in cui viviamo trova – tristemente – parecchi appigli.

Signe e Thomas sono giovani, belli, invidiati da tutti. La loro relazione, tuttavia, ha qualcosa di malato e tutti i problemi latenti vengono fuori nel momento in cui Thomas – artista contemporaneo – inizia ad avere successo, viene invitato a numerosi eventi e organizza mostre personali. Signe, la sua ragazza, è invidiosa di lui e fa di tutto per catalizzare l’attenzione di tutti su sé stessa, fino ad arrivare al punto di assumere delle droghe che causano una grave malattia della pelle, in modo da far pietà ai suoi follower e di tentare la strada del successo attraverso questa sua nuova condizione.

Syk Pyke, dunque, è un film spietato, irriverente, che – in pieno stile della cinematografia scandinava – vede in un crudo umorismo la giusta soluzione per aprire un ben più ampio discorso sul mondo in cui viviamo, sul desiderio malato della gente di osservare i drammi umani con spirito voyeuristico, più che per reale compassione, sul potere dei social media e dei giornali, in grado di trasformare in evento sensazionale situazioni del tutto normali.

Signe resta irrimediabilmente sfigurata. Eppure questo suo “nuovo volto” viene immediatamente notato da agenzie di moda, in seguito alla fitta pubblicità fatta su sé stessa su ogni qualsivoglia canale social. Dove porterà, però, tutto ciò? In Syk Pyke nessuno è realmente innocente. Nemmeno Thomas, che, per forza di cose, è costretto ad accudire la sua ragazza, pur rivelandosi particolarmente compiaciuto nel momento in cui una sconosciuta sull’autobus lo guarda intenerita e ammirata mentre egli si prende cura di Signe.

Kristoffer Borgli è riuscito a catturare ogni sfumatura dei suoi protagonisti in modo intelligente e spiazzante, dando vita a una commedia tristemente attuale, ma anche esilarante e graffiante, in cui sembra, purtroppo, non esserci speranza di salvezza alcuna.

Marina Pavido

 

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