SPECIALE #CANNES75 – 17-28 Maggio 2022 #22 (DAY 6): Retour à Séoul di Davy Chou

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Alla ricerca delle proprie origini – Retour à Séoul – la recensione di Marina

(da Cannes Luigi Noera e Marina Pavido – Le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival di Cannes)

I legami famigliari e la ricerca di sé stessi e delle proprie origini sono un tema portante all’interno della selezione di questa 75° edizione del Festival di Cannes. A tal proposito, Retour à Séoul, secondo lungometraggio del regista Davy Chou – presentato all’interno della sezione Un certain Regard – si concentra sulla storia della giovane Freddie, cresciuta in Francia insieme ai suoi genitori adottivi, la quale, dopo venticinque anni, decide di tornare nella sua città natale. Qui avrà modo di contattare, tramite l’istituto che si è occupato della sua adozione, i suoi genitori biologici. Mentre suo padre si dimostrerà entusiasta di conoscerla, sua madre sembrerebbe non intenzionata a incontrarla.

Retour à Séoul è, dunque, un doloroso, ma anche tenero e commovente viaggio tra passato e presente. Ciò che Freddie deciderà di diventare, dipende molto da questo periodo per lei cruciale. Oriente e Occidente si incontrano e danno vita a qualcosa di unico. Il regista Davy Chou, dal canto suo, ha saputo cogliere con la sua macchina da presa ogni sfumatura, ogni singola emozione, tutti i colori di questo nuovo mondo.

Locali di notte, strade della città illuminate da variopinte insegne, ma anche pranzi in compagnia lontano dal caos cittadino, insieme a vecchie fotografie rendono il presente lungometraggio incredibilmente vivo e pulsante. La giovane protagonista (impersonata da Ji-Min Park) è un personaggio straordinariamente umano, magnetico, una donna volitiva, ma fragile allo stesso tempo, spaventata da un passato che non conosce, ma estremamente desiderosa di scoprire di più sulla sua stessa vita. Gli intensi primi piani sul suo volto, ora mentre legge email inaspettate o a lungo aspettate, ora mentre digita sul cellulare messaggi in uno stentato coreano stanno a creare una figura a tutto tondo, perfettamente in grado di reggere sulle sue spalle l’intero lungometraggio. Il talento del giovane Davy Chou ha fatto il resto. Una piacevole sorpresa all’interno della ricca e variegata sezione Un certain Regard.

Marina Pavido

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