SPECIALE #CANNES75 – 17-28 Maggio 2022 #21 (DAY 6): Fumer fait tousser di Quentin Dupieux

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Uno sgangherato gruppo di giustizieri deve salvare il mondo – Fumer fait tousser – la recensione di Marina

(da Cannes Luigi Noera e Marina Pavido – Le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival di Cannes)

Questo è un periodo particolarmente prolifico per il regista e musicista Quentin Dupieux. Dopo aver presentato alla Berlinale, appena pochi mesi fa, il suo lungometraggio Incroyable mais vrai, eccolo tornare, infatti, al Festival di Cannes 2022 con Fumer fait tousser, fuori concorso, all’interno della sezione Midnight Screenings.

Un bambino viaggia in macchina con i suoi genitori. A un certo punto chiede a suo papà di potersi fermare per fare pipì. Una volta sceso dalla macchina, gli si presenterà davanti agli occhi uno spettacolo decisamente inaspettato: i celebri Tobacco Force, un gruppo di giustizieri che ricordano molto i Power Rangers e che sono soliti annientare i nemici con sostanze nocive contenute nelle sigarette, stanno combattendo contro una tartaruga gigante. Alla fine del combattimento, il loro capo ordina loro di trascorrere qualche giorno in un piccolo, ultra tecnologico residence nei pressi di un lago, al fine di concentrarsi e di lavorare sulla coesione del gruppo, in vista di un prossimo combattimento contro il potente e pericoloso Lezardin (Benoît Poelvorde). Una volta lì, ognuno di loro diletterà i loro compagni d’avventura raccontando storie di paura.

Ogni volta che sta per essere presentato un film di Quentin Dupieux, non si sa mai cosa aspettarsi. Il re del nonsense non ha paura di osare, di inventarsi storie che hanno dell’incredibile. E, a volte, la cosa gli riesce molto bene. Basti pensare, ad esempio, a Mandibules, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2020. Per quanto riguarda Fumer fait tousser, invece, troviamo il regista leggermente più fiacco e, di fianco a trovate indubbiamente d’impatto (interessante, ad esempio, anche la scelta di conferire al lungometraggio una struttura à la The Canterbury Tales, con le vicende dei giustizieri che fanno da bizzarra cornice narrativa) vi sono momenti in cui il lungometraggio gira a vuoto, perdendo pericolosamente di mordente.

Si ride, durante la visione di Fumer fait tousser, ma non troppo. Le idee ci sono, ma il modo in cui vengono di volta in volta sviluppate lascerebbe spesso a desiderare. Al di là di datori di lavoro che, malgrado l’aspetto di un topo di fogna, sembrano essere particolarmente contesi dalle donne, al di là di robot con il sistema operativo troppo lento per essere considerati d’aiuto, resta ben poco. Persino per quanto riguarda l’episodio con protagonista Adèle Exarchopoulos, che tanto ci era piaciuta in Mandibules. Ma tant’è. Considerati i ritmi con cui il regista sta lavorando, di certo presto ci capiterà di vedere un prossimo suo lungometraggio. Bisognerà vedere cosa la prossima volta avrà in serbo per noi.

Marina Pavido

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