SPECIALE #CANNES74 – 6/17 luglio 2021 #4 (DAYS 2/4)

Le novità delle sezioni autonome e una puntatina in spiaggia con LE FESTIVAL DE CANNES SOUS LES ÉTOILES!

(da Cannes Luigi Noera – Le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival di Cannes)

Ritorna a Cannes Jonas Carpignano con il terzo volume della trilogia (Mediterranea e A Chambra) sulla terra di Calabria

Dopo la serata inaugurale giovedì sera sulla spiaggia dove si possono veder i film ad accesso libero è stata la volta di un CINÉ-CONCERT – AVANT-PREMIÈRE MONDIALE di TOM MEDINA Il nuovo film del grande Tony Gatlif, premiato per miglior sceneggiatura a Cannes 2004 che è un “western Camargue”. Prima della proiezione una sorpresa: il “Concerto di Tom Medina”, ovvero musica rock, flamenco, gitana di tredici musicisti tra cui Karoline Rose Sun, Nicolas Reyes, Manero, Norig, Cécile Évrot e la ballerina di flamenco Karine Gonzales. Serata presentata e condotta da Tony Gatlif Grazie a Princes Production e Les Films du Losange.

L’incipit è delizioso: Plaza de Toros, un gatto nero attraversa e fa esibire il torero! Ma un giovane coraggioso si esibisce al suo posto con conseguenze immaginabili. Per riscattarsi Tom Medina si confina in una fattoria del sud della Francia condotta da un emigrato Ulisse uomo colto e gentile. Con lui vive la figlia aiutando il padre nell’allevamento di cavalli e bovi. E dal loro incontro si svolge la parte musicale con musica rock. C’è un sogno ricorrente a Tom Medina di un toro Bianco. Ma anche un personaggio che è l’occhio dello spettatore: un gufo bianco che segue i suoi spostamenti.

Una favola dei nostri tempi dove la fantasia non ha più posto, dal sapore agrodolce nella campagna del sud della Francia dove l’influenza ispanica si palpa nell’atmosfera mediterranea.

Passiamo invece alle tre sezioni autonome ed alle novità presenti, iniziando dalla Semaine de la critique:

OLGA di ELIE GRAPPE – Kiev centro olimpico 2013. Olga e Natasha sono due atlete di ginnastica artistica. L’istruttore la rincuora per dissipare le sue paure, dovute anche alla pressione sull’impegno politico della madre che è una giornalista impegnata nella denuncia della illegalità. Infatti le due donne sono oggetto di intimidazione e vengono speronate da un auto, cosicché Olga resta ferita nell’ncidente provocato. Ma olga viene selezionata presso un centro olimpico in Svizzera. Infatti grazie al padre scomparso e di origine svizzera che non ha mai conosciuto può godere dei diritti civili nel paese paterno. Il dilemma per Olga è straziante, visto che in Ucraina è scoppiata la rivolta contro il governo fantoccio. Sebbene abbia un futuro brillante in Svizzera Olga non esita a rientrare nella patria materna dove allenerà le giovani promesse ucraine. E’ un film straziante ma delicato che ci porta ai confini dell’Europa dove le libertà non sono al livello di standard europeo.

SOFTIE ovvero Petite Nature di SAMUEL THEIS  Jean è una adolescente che insieme alla sua famiglia(o meglio pseudo famiglia) ha subito uno sfratto. La madre divorziata pensa più che altro a se stessa. E così Jean deve occuparsi della sorellina Melissa. Nella nuova scuola Jean è fortemente attratto dalla figura maschile del professore nella quale riconosce l’affetto paterno mancante. E così durante la visita al museo di Metz insieme al suo idolo e agli altri compagni di scuola improvvisamente gli si apre tutto un nuovo mondo della cultura. Dallo stato di necessità materiale scopre lo stato di felicità dell’arte.

UNE JEUNE FILLE QUI VA BIEN (A radiant Girl) di SANDRINE KIBERLAIN – Un film delizioso e tragico durante la seconda guerra mondiale sulla esistenza di una giovane ebrea parigina. Nonostante le restrizioni, le leggi razziali e le atrocità contro il popolo ebreo la gioventù ha il sopravvento. Non mancano le pulsazioni amorose della giovine età in un tempo sospeso dove la realtà si confonde con la voglia di vita della gioventù depredata. Un affresco sulle generazioni della guerra che non sconfigge la voglia di vita.

Invece alla Quinzaine des realisateur ritroviamo di JONAS CARPIGNANO con A CHIARA – È il 18esimo compleanno di Giulia, figlia maggiore di una famiglia di Gioia Tauro. Sua sorella Chiara di anni ne ha 15 ed è nella fase della vita in cui comincia a porsi molte domande. Quando però suo padre Claudio sfugge alle forze dell’ordine le domande che Chiara pone alla sua famiglia diventano scomode: non è abbastanza grande per capire, non sa che ci sono cose che è meglio non sapere e cose che non è meglio non dire. Ma Chiara non sa stare zitta e non smette di cercare risposte, soprattutto da quel padre cui è profondamente legata e che ha appena rivelato un lato di sé a lei completamente sconosciuto.

Infine dalla interessante sezione Acid alcune pillole:

I COMETE di PASCAL TGNATI –

Estate paesino dell’entroterra della Corsica. Ci sono i villeggianti, quelli giovani, quelli anziani, quelli ricchi, gli sfigati. Ognuno ha qualcosa da dire, da fare nell’ozio estivo. Ma il luogo scelto da tutta questa moltitudine variegata di esseri umani sembra un non luogo perché vengono date in pasto allo spettatore le diverse espressioni della comunità ognuno con le sue pulsazioni, paure, gioie, desideri. Un calendiscopo dove ognuno di noi può ritrovarsi oppure no ricordando la propria vita. Nella spensieratezza delle vacanze un manifesto dell’umanità che ci circonda. Film ideologico dove ognuno resta nelle proprie posizioni e l’altro ascolta. Due ore di cinema nobile a parte qualche situazione esilarante. E’ il paeasaggio dell’entroterra corso che fa desolante simili vacanze. E’ piacevole l’omaggio alla canzone italiana degli anni ’60. Insomma una prova autoriale con alcuni spunti del dialetto corso che è un idioma più simile al sardo che al francese! .

PICCOLA PALESTINA, JOURNAL D’UN SIÈGE di ABDALLAH AL-KHATIB – In un campo di rifugiati palestinesi in Siria diventato un ghetto sotto assedio (seige). Le giornate di una dottoressa impotente perché nel locale ospedalemancano le medicine e i presidi sanitari e le persone muoiono anche per inedia. A Yamark si muore anche così. Gli uomini di Bashar sparano sulla folla inerme che cerca di rompere l’assedio. Nei visi la sofferenza di una comunità che muore lentamente per mancanza di cibo e bevande. Nel 2013 l’ISIS conquistò il campo che verrà distrutto all’ottanta per cento, mentre nel 2018 con l’arrivo dei russi il campo viene definitivamente chiuso e i suoi abitanti sparsi in varie parti del mondo. Il regista insieme alla madre vive adesso in Germania anche se molti di loro vorrebbero ritornare nel campo palestinese di Yamourk che è un microcosmo palestinese.

VENUS SUR LA RIVE di WANG LIN

Girato in 4/3 a colori siamo nel 1992 in una camera d’ospedale dove una famiglia è intorno al capezzale di una anziana. In un continuo flash back si svolge attorno ad un evento prevedibilmente luttoso la storia di una famiglia cinese. La anziana era la direttrice di una azienda che verrà chiusa ma che rimane legata ai doveri del partito comunista nonostante la modernità incomba. Un viaggio storico nei cambiamenti epocali della Cina di fine secolo attraverso pennellate che molto ricordano del cinema italiano del boom economico adattate alla realtà del mondo orientale: storie d’amore, di tradimenti amorosi e non solo in un quadro fosco ma dai contorni netti. Un personaggio spicca su tutti: il sonoro di quanto è fuori campo.

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