SPECIALE #ROMAFILMFEST14 #10 – 17 /27 OTTOBRE 2019: I FILM MIGLIORI

(da Roma Luigi Noera con la gentile collaborazione di Francesca Salmeri- Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Fondazione Cinema per Roma)

Al termine della Kermesse Romana alla quale manca anche quest’anno una Giuria qualificata vi riportiamo le nostre impressioni sui film che ci hanno colpito dividendo i film Fiction dai film No-fiction o DOC che dir si voglia in ordine di gradimento.

Tra i Film di Fiction in prima fila vediamo Cedric Kahn che con FÊTE DE FAMILLE | HAPPY BIRTHDAY con un cast stellare tra cui Catherine Deneuve, Emmanuelle Bercot, Vincent Macaigne, Cédric Kahn, Luana Bajrami, Laetitia Colombani ci mostra il rovescio della medaglia di ogni buona famiglia.

Un giorno d’estate, una famiglia si riunisce per festeggiare il settantesimo compleanno della madre Andréa. Ci sono il marito Jean, i due figli – uno, Vincent, con la moglie e i due figli gemelli; l’altro, Romain, con la nuova fidanzata, Rosita – una telecamera per immortalare l’evento e una diciottenne cresciuta lì. Tutto procede gioiosamente, fino all’arrivo inatteso della figlia minore, Claire, scomparsa alcuni anni prima: accolta come la figliola prodiga, porterà con sé il caos. Si perché in ogni famiglia c’è qualcosa che va storto, ma basta accettarlo.

Al secondo posto sempre una storia di genitori e figli: HONEY BOY di Alma Har’el, Stati Uniti, 2019, 95’ con Shia LaBeouf, Lucas Hedges, Noah Jupe, FKA twigs, Natasha Lyonne, Martin Starr. Da una sceneggiatura che l’attore Shia LaBeouf ha scritto ispirandosi alle proprie esperienze personal la vita di un giovane attore, dalla burrascosa infanzia fino ai primi anni da adulto, lo vede lottare in tutti i modi per trovare una riconciliazione e un punto di incontro con il padre, attraverso il cinema e i propri sogni, attraverso l’arte come forma di terapia e l’immaginazione come forma di speranza.

Al terzo posto vede il film sul rapporto amicale nelle fasi cruciali della vita si tratta di LE MEILLEUR RESTE À VENIR di Matthieu Delaporte, Alexandre de La Patellière, Francia, 2019, 117’ con Fabrice Luchini, Patrick Bruel, Zineb Triki, Pascale Arbillot, Martina García. Quando ti resta poco da vivere è lì che ritrovi la tenerezza e l’affetto degli amici veri. Il tutto condito da malintesi che rendono leggera la trama.

Ci è pure piaciuta un’altra storia familiare proveniente dalla Cina in coproduzione americana: THE FAREWELL di Lulu Wang, Stati Uniti, Cina, 2019, 98’ Cast: Zhao Shuzhen, Awkwafina, X Mayo, Lu Hong, Lin Hong, Tzi Ma Billi, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, ritorna a malincuore a Changchun e scopre che all’amata nonna Nai-Nai restano poche settimane di vita. Ma l’unica a non saperlo è proprio la nonna. I familiari, per farla felice, decidono di riunirsi e tornare da vari angoli del mondo per improvvisare un matrimonio

Ovviamente non poteva mancare il film più atteso a Roma: THE IRISHMAN di Martin Scorsese, Stati Uniti, 2019, 209’ con nel Cast: Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham. Un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America del dopoguerra: la storia è raccontata attraverso gli occhi di Frank Sheeran, veterano della seconda guerra mondiale, imbroglione e sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del XX secolo. Il film è tratto dall’omonimo libro di Charles Brandt, ma onestamente pone dilemmi cruciali sulla malavita americana vista dal grande regista.

Un film di tutto rispetto è invece 1982 di Oualid Mouaness, Libano, Stati Uniti, Norvegia, Qatar, 2019, 100’con: Nadine Labaki, Mohamad Dalli, Rodrigue Sleiman, Aliya Khalidi, Ghassan Maalouf. La crisi in Libano vista da giovani studenti e dai loro maestri che vorrebbero che la vita continuasse come prima ma non è purtroppo così. Siamo nel Giugno 1982. Israele invade il Libano, già scosso dalla guerra civile. In una scuola privata nei dintorni di Beirut, il giorno prima delle vacanze estive, l’undicenne Wissam decide di dichiarare il suo amore alla compagna di classe Joanna. Per un sognatore come Wissam è difficile capire la gravità di ciò che sta per accadere, mentre i suoi maestri, fortemente divisi dalle loro idee politiche, cercano di mascherare le loro paure.

Storie di diversità molto delicata quella raccontata da DEUX | TWO OF US di Filippo Meneghetti, Francia, Lussemburgo, Belgio, 2019, 95’ con Barbara Sukowa, Martine Chevallier, Lea Drucker, Muriel Benazeraf, Jérôme Varanfrain. E la storia omosessuale di Nina e Madeleine, due donne in pensione, che si amano in segreto, finché un evento imprevisto sconvolge la loro relazione e porta la figlia di Madeleine a scoprire la verità.

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Infine abbiamo molto amato il film candidato agli Oscar JUDY di Rupert Goold, Regno Unito, 2019, 118’ con una bravissima Renée Zellweger, Jessie Buckley, Finn Wittrock, Rufus Sewell, Michael Gambon, Richard Cordery. La parabola discendente della cantante Judy Garland che nell’inverno del 1968 arriva a Londra per esibirsi in una serie di concerti. Sono passati trent’anni da quando ha conquistato la fama con Il mago di Oz: la voce è appannata, ma la verve è sempre più fulgida. Judy è una donna fragile: dopo aver lavorato per quarantacinque dei suoi quarantasette anni, è esausta, ossessionata dai ricordi della sua infanzia perduta a Hollywood, assillata dal desiderio di tornare a casa dai suoi figli.

Passiamo adesso ai film no fiction in vetta i quali poniamo il documentario verità su Roy Cohn: WHERE’S MY ROY COHN? di Matt Tyrnauer, Stati Uniti, 2019, 97’ | Doc | Roy Cohn è il lato oscuro della politica americana del ventesimo secolo, come il caso del senatore Joseph McCarthy. Congegnato come un thriller, il documentario svela e ricostruisce le origini dell’ascesa di una destra reazionaria e violenta, rivelando come un manipolatore, scaltro e profondamente instabile abbia contribuito a plasmare l’attuale situazione degli Stati Uniti, scommettendo sul futuro di Donald J. Trump.

La natura musicale di questa edizione della Festa di Roma viene fuori prepontemente con il bellissimo WESTERN STARS di Thom Zimny, Bruce Springsteen, Stati Uniti, 2019’, 83’ | Doc – Film-documentario sull’ultimo album omonimo che offre ai fan e non l’opportunità di vedere il Boss eseguire tutti i tredici brani che lo compongono. Il film-documentario affronta temi come l’amore, la perdita, la solitudine, la famiglia e il passaggio inesorabile del tempo, con filmati d’archivio ed il racconto in prima persona di Springsteen.

Altro documentario sulla musica è la poderosa opera sul cantante lirico Pavarotti. Il Doc di Ron Howard, Stati Uniti, 2019, 114’ | Doc |, attraverso filmati inediti e rare interviste con la famiglia e i colleghi del cantante, illustra la vita, la carriera e l’intramontabile eredità di un artista che è stato un’icona dell’opera lirica, un colosso della musica e al contempo un uomo degno di encomio e ammirazione.

ROME, ITALY – OCTOBER 26: attends the red carpet of the BNL People’s Choice Award during the 14th Rome Film Festival on October 26, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images for RFF)

Infine ci sembra doveroso ricordare il film vincitore di questa edizione che ha spiazzato tutti i pronostici. Si tratta di SANTA SUBITO di Alessandro Piva, Italia, 2019, 60’ | Doc | Viene raccontata nella Bari, di fine ’80 la storia dolorosa di Santa ragazza di poco meno di vent’anni la quale come ogni coetatnea custodisce sogni e apprensioni nel suo diario. Il suo cuore arde di fede cristiana e fame di vita: Santaè ferma nel voler assecondare la sua vocazione spirituale, non prima però di aver conseguito la laurea, per obbedienza ai suoi. Qualcuno però si intromette in maniera cruenta tra Santa e le sue aspirazioni. Il Documentario meritevole per l’argomento trattato ha convinto gli spettatori che lo hanno premiato. Resta il dubbio se non c’era qualche altra opera da premiare.

Non ci resta che dirvi Arrivederci alla Festa di Roma del 2020!

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