SPECIALE #ROMAFILMFEST14 #6 – 17 /27 OTTOBRE 2019: (DAYS6&7):le recensioni #4 di Francesca Salmeri

(da Roma Luigi Noera con la gentile collaborazione di Francesca Salmeri- Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Fondazione Cinema per Roma)

La sezione autonoma Alice nella Città conferma il suo impegno sul tema dell’adolescenza

In CONCORSO ALICE Don’t forget to breathe, Martin Turk, Slovenia, Italia, Croazia, 2019, 90’, con Matija Valant, Tine Ugrin e Iva Krajnc Bagola

Trattare il tema dell’adolescenza e di tutte le caratteristiche emotive di una tale fase di transizione non è semplice. L’impresa diventa ancora più complicata se l’aspirazione è quella di mettere in scena una storia all’interno della quale la forza delle emozioni emerge, non solo tramite il racconto esplicito di esse, ma soprattutto attraverso le molteplici immagini – ed i significati che esse trasportano – dinamiche protagoniste del film.

La vita di Klemen, Matija Valant nel film, non sembra essere particolarmente dura, sicuramente caratteristica ma non più sfortunata di tante altre, e si svolge tranquillamente in compagnia della propria famiglia: una mamma single e un fratello con il quale condivide passioni e tempo libero. È l’entrata in scena di Sonja, Klara Kuk, a cambiare la realtà di Klemen. La scoperta della sessualità viene mostrata come un momento particolarmente difficile: proprio come quando i nostri genitori ci hanno insegnato, pian piano, a mettere da parte i giocattoli, Klemen si trova costretto ad affrontare emozioni che non conosce, che gli appartengono e che sono in evidente contrasto con quelle che fino a quel momento hanno partecipato della propria vita. Da una parte la gelosia nei confronti di una realtà che non vuole perdere, quella in cui lui e suo fratello convivono nella tensione grigia delle proprie attività, dall’altra quella in cui l’attrazione nei confronti di Sonja e del mondo femminile in generale lo confondono e portano a scoprire nuovi aspetti della propria personalità.

Così la caratteristica aggressività che contraddistingue il personaggio di Klemen più che sembrare un dettaglio proprio dell’adolescente sembra essere la vera e propria protagonista dell’interno film: la forza, l’aggressività, la complessità e l’ambivalenza delle emozioni rubano la scena ad ogni personaggio mettendo al centro del racconto una riflessione specifica: quanto e come le emozioni sono in grado di cambiare l’esito e lo svolgimento delle nostre vite?

Forse le tonalità del racconto rimangono troppo tese, l’unico dubbio che emerge riguarda la naturalezza, a volte forse un po’ messa da parte, dello scoprire il proprio apparato emotivo. Sicuramente la confusione di Klemen c’è famigliare, ma sorge il dubbio che un pubblico di adolescenti potrebbe rimanere confuso davanti ad una così profonda riflessione che forse rischia di dimenticare un aspetto importante della vita dei giovani: quello per cui le emozioni vengono vissute nella più totale naturalezza, dove la fase della concettualizzazione verrà, ma un po’ più in là con gli anni.

Invece da PANORAMA ITALIA Stay still, Elisa Mishto,  Germania-Italia, 2019, 91’, con Natalia Beltiski, Luisa-Céline Gaffron e Giuseppe Battiston

Il film italo Tedesco di Elisa Mishto è un’interessante racconto sulle scelte, le visioni del mondo e l’amicizia. Il tono teso e drammatico delle contingenze, quelle di una casa di cura dove si trova la protagonista Julie, interpretata da Natalia Belitski. Il personaggio di Julie non è facile ed il film investe molto nella sua evoluzione, quella di una ragazza dal carattere forte, disinteressata ed apparentemente lontana da ogni possibile legame emotivo, che ricade costantemente negli stessi atteggiamenti isolanti e negativi. L’incontro con Agnes – nel film Luisa-Céline Gaffron –  giovane infermiera sovrastata dai propri problemi famigliari, metterà Julie di fronte ad una realtà che fino a quel momento non aveva considerato. Quella in cui anche lei, sempre stata convinta di poter non far nulla nella vita, si ritrova davanti ad una schiacciante verità, se non le affronti le conseguenze delle tue azioni ti sotterreranno.

Agnes da parte sua trova nell’incontro con Julie il respiro che la vita lavorativa e famigliare sembravano averle tolto e scopre come affrontare i propri fallimenti con il coraggio e la determinazione che ha guadagnato proprio nell’accettazione delle proprie mancanze.

Le accortezze estetiche si sentono, a partire dagli iconici guanti gialli portati per tutta la durata del film dalla protagonista, fino ad arrivare alle immagini corali in cui è di grande impatto la silenziosa e presenza di  Giuseppe Battiston.

Francesca Salmeri

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