SPECIALE 70ma #BERLINALE #9 – 20 FEBBRAIO/1° MARZO 2020 – (DAY 6): The Woman Who Ran di Hong Sangsoo e il suo Mondo al Femminile

Un racconto al femminile, anzi un dialogo al femminile che ancora una volta gli uomini poco comprendono. (da Berlino Luigi Noera con la gentile collaborazione di Marina Pavido - Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Berlinale) In una Seoul estremamente tranquilla, dai ritmi di vita calmi e contemplativi, assistiamo alle vicende della giovane Gamhee, la quale, approfittando, appunto, della lontananza del marito, va a trovare due sue vecchie amiche che abitano in periferia, per poi incontrarne una terza, che non vede da molti anni, nel bar di un piccolo cinema. Un

SPECIALE 70ma #BERLINALE #7 – 20 FEBBRAIO/1° MARZO 2020 – (DAY 4): UNDINE di Christian Petzold, il ritorno del regista alla Berlinale

(da Berlino Luigi Noera con la gentile collaborazione di Marina Pavido - Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Berlinale) Undine del celebre cineasta tedesco Christian Petzold, tornato in concorso a Berlino appena due anni dopo aver presentato l’altro ottimo lavoro TRANSIT uscito in Italia con il titolo La Donna dello Scrittore . Undine, dunque, è una giovane donna che lavora come guida presso un museo di Berlino. Un giorno, improvvisamente, viene lasciata dal proprio ragazzo e, minacciando, inizialmente, di ucciderlo, abbandona ben presto i suoi propositi, incontrando immediatamente Christoph, con

SPECIALE 70ma #BERLINALE #5 – 20 FEBBRAIO/1° MARZO 2020 – (DAY 3): FIRST COW narrazione inconsueta del Far West

(da Berlino Luigi Noera con la gentile collaborazione di Marina Pavido - Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Berlinale) First Cow è una pellicola di Kelly Reichardt tratta da un racconto di Jonathan Raymond dove il FAR WEST viene trattato con uno stile inconsueto. Oregon, inizi del diciannovesimo secolo. Sono in molti i colonizzatori che tentano di conoscere meglio questa terra selvaggia. Tra di loro, un uomo soprannominato Cookie, emarginato da tutti e con una grande passione per la cucina, fa amicizia con King-Lu, un giovane proveniente dalla Cina, ricercato

TOLO TOLO: la recensione di Marina Pavido lo assolve!

Attesissimo film per l’anno nuovo dalle controverse recensioni, ma Marina lo assolve! Nelle sale italiane dal 1° gennaio 2020, Tolo tolo è l’ultimo lungometraggio interpretato da Checco Zalone, in cui il celebre comico pugliese- al secolo Luca Medici – si è anche cimentato per la prima volta con la regia. E Checco Zalone anche in questo suo Tolo tolo ha preso spunto dai più spinosi temi di attualità per dare vita a una storia tutta sua, in cui non ha paura di osare, di “giocare sporco” o di esagerare con battute e

Sono solo Fantasmi di Christian De Sica è la versione gag di Napoli Velata di Ozpetek – la recensione di Marina Pavido

Nelle sale italiane dal 14 novembre, Sono solo Fantasmi è l’ultimo lungometraggio diretto e interpretato (insieme a Carlo Buccirosso e a Gian Marco Tognazzi) da Christian De Sica. Tre fratelli, ritrovatisi dopo diversi anni in occasione dei funerali del loro padre, al fine di racimolare un po’ di denaro per poter riscattare la loro vecchia casa, improvvisano una sceneggiata, al fine di scacciare da casa della loro vicina il fantasma della sua defunta sorella. La loro operazione, sorprendentemente, riesce e il successo della loro improvvisata attività è immediato. Eppure, le cosa

Drive me Home di Simone Catania non convince – la recensione di Marina Pavido

Direttamente dal Torino Film Festival 2018, ecco arrivare nelle nostre sale Drive me Home, ultima fatica del regista Simone Catania. Drive me Home è la storia di due amici d’infanzia. È la storia di Antonio (Vinicio Marchioni) e di Agostino (Marco D’Amore), i quali, in età adulta, hanno cercato entrambi fortuna all’estero. È un road movie che prende il via dai Paesi Bassi, fino ad arrivare nella profonda Sicilia. Un viaggio verso la riscoperta di un’antica amicizia e, soprattutto, verso una nuova consapevolezza circa ciò che più si desidera nella vita. Nulla

Selfie di Famiglia di Lisa Azuelos è un Flashback ininterrotto e forse esagerato– la recensione di Marina Pavido

Nelle sale italiane dal 19 settembre, Selfie di Famiglia è l’ultimo lungometraggio della regista francese Lisa Azuelos. In Selfie di Famiglia vediamo un’ottima Kiberlain nei panni dell’energica Heloise, una donna di mezza età, proprietaria di un ristorante, divorziata e con tre figli che da poco hanno superato l’adolescenza e con cui ha sempre avuto un ottimo rapporto. La donna, tuttavia, andrà in crisi nel momento in cui Jade, prossima a sostenere l’esame di maturità, riceverà una lettera di ammissione da parte di una prestigiosa università in Canada e, dunque, sarà costretta

Le banalità di Tutta un’altra Vita di Alessandro Pondi – la recensione di Marina Pavido

Nelle sale italiane dal 12 settembre, Tutta un’altra Vita è l’opera seconda del regista Alessandro Pondi. La storia messa in scena è quella di Gianni (impersonato da Brignano, appunto), un tassista ossessionato dal gioco del lotto, sposato da anni con Lorella (Paola Minaccioni) e perennemente insoddisfatto della propria vita. Le cose sembreranno (almeno temporaneamente) cambiare nel momento in cui, dopo aver accompagnato con il taxi una coppia all’aeroporto ed essersi ritrovato le loro chiavi di casa nella macchina, l’uomo entrerà nella loro lussuosa villa, vivendo, per pochi giorni, una vita tutta

SPECIALE #VENEZIA76 #12 – 27 AGOSTO/7 SETTEMBRE 2019: (DAY 10) Waiting for the Barbarians di Ciro Guerra – la recensione di Marina Pavido

L’adattamento cinematografico tradisce lo spirito universale dell’accoglienza contrapposta alla paura dell’altro depotenziato dai rigidi dettami dell’industria cinematografica statunitense. (da Venezia Luigi Noera con la gentile collaborazione di Marina Pavido e Annamaria Stramondo- Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Biennale ASAC) Presentato in concorso alla 76° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Waiting for the Barbarians è l’ultimo lavoro del cineasta colombiano Ciro Guerra. Sua prima produzione dal respiro internazionale, Waiting for the Barbarians mette in scena le vicende di un magistrato, amministratore di un avamposto di frontiera ai confini di un impero

SPECIALE #VENEZIA76 #9 – 27 AGOSTO/7 SETTEMBRE 2019: (DAY 7) The painted Bird di Vaclav Marhoul – la recensione di Marina Pavido

(da Venezia Luigi Noera con la gentile collaborazione di Marina Pavido e Annamaria Stramondo- Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Biennale ASAC) Non convince un bel romanzo portato sullo schermo in pellicola 35mm in B&N Presentato n concorso alla 76° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, The painted Bird – tratto dall’omonimo romanzo di Jerzy Kosinski – è l’ultimo lavoro del regista Vaclav Marhoul. Cosa accade, dunque, se a un uccello vengono dipinte le ali con della vernice? Semplice: una volta spiccato il volo, dal momento che nessuno del suo stormo lo

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