SPECIALE 70ma #BERLINALE #16 – 20.02/01.03/2020 – (DAY 10): I Talents

(da Berlino Luigi Noera con la gentile collaborazione di Marina Pavido – Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Berlinale)

La nostra cronaca dal Festival più popolare del Vecchio Continente la terminiamo per i nostri lettori con i TALENTS dai quali abbiamo selezionato e assistito a cinque MASTER CLASS di eccezione delle quali nel seguito vi diamo contezza.

Quest’anno la parola d’ordine è stata COLLECTIVE! Ben riassunta nel manifesto 2020.

La prima Master Class si è svolta il 23 febbraio alle 11:30 -13:00 presso la storica sala di HAU1 dal titolo:

Collective Change: The Age of Amateur Cinema nella quale il celebre regista di STILL LIFE Jia Zhang-ke è stato i Intervistato dall’altrettanto famoso critico Peter Cowie.

L’evento è stato possibille grazie al Ministro per la Cultura e i Media Robert Bosch Stiftung, a Medienboard Berlin-Brandenburg and Creative Europe – MEDIA Programme of the European Union.

In una sala gremita dell’HAU1 abbiamo assistito alla condivisione di un modo di fare CINEMA d’autore.

Alcuni lo pensano irrequieto. Jia Zhang-ke ha sin dall’inizio documentato instancabilmente il cambiamento nella società cinese dagli anni ’90, scegliendo personaggi socialmente trascurati che interpretano come protagonisti le trasformazioni storiche sismiche. I ritratti di Jia della Cina contemporanea sono sempre in sintonia con la complessità regionale, in particolare attraverso la sua preferenza per i dialetti della sua provincia di Shanxi, che ha come protagonisti attori non professionisti. Tuttavia il suo approccio al cinema non metropolitano non si limita ai set cinematografici: la fondazione del Pingyao Film Festival stabilita in una città di meno di 50.000 persone, mette alla prova il desiderio di Jia Zhang-ke di portare il cinema a un pubblico normalmente escluso dagli eventi culturali internazionali. Uno dei registi indipendenti più prolifici e influenti della Cina. Jia Zhang-ke riflette sulle crescenti opportunità di un agenzia collettiva nel contesto di quella che ha definito “l’era del cinema amatoriale”.

Dell’evento vi proponiamo alcune salienti momenti on line:

https://youtu.be/lldHP832Hm8

Il giorno successivo 24 febbraio alle 17:00 -18:30 sempre presso la sala di HAU1 ci siamo trovati in piccionaia ad assistere ad una tavola rotonda dai quattro angoli della Terra al titolo Talents Table Talk: Places like Home

Karim Ainouz, Nardjes Asli, Cate Blanchett, Maryam Zaree, moderati da Florian Weghorn. Supportato da Medienboard Berlin -Brandenburg. Il tema è attualissimo:

La Patria si trova nel luogo a cui appartieni. Ma cosa succede se sei nato in una Nazione dove si è costretti a lasciare il proprio paese? Cate Blanchett, co-creatrice e attrice dello serie Stateless (ndr:senza nazionalità), approfondisce gli aspetti più oscuri della politica migratoria della sua nazione. Accanto a lei ci sono artisti che affrontano la loro identità multinazionale con una macchina fotografica in mano. Nel suo documentario Born in Evin, l’attrice e regista tedesca Maryam Zaree ritorna nella sua città natale in Iran: materialmente una prigione per prigionieri politici. Dall’altra parte del tavolo la regista berlinese Karim Ainouz, partendo dal voler conoscere la patria del proprio padre in Algeria, lei nata in Brasile, ha invece trovato Nardjes Asli, che è sceso in strada ad Algeri per lottare per un futuro democratico. Tutti e quattro gli artisti e attivisti mettono al centro del tavolo la politica dell’appartenenza.

Sempre per una completa informazione ecco i più importanti e salienti momenti della tavola rotonda:

Con tanto interesse il 25 febbraio alle 14:00 -1 5:30 nell’altra sede HAU2 si è svolta una interessante Master Class dal titolo Inside Out: Cinema on the Verge

Al centro Kleber Mendonça Fifho intervistato da Vincenzo Bugno.

Kleber Mendonça Filho mette temporaneamente da parte i suoi doveri di giurato per riflettere sul cinema in Brasile i suoi molteplici punti di vista come sceneggiatore, regista, critico e organizzatore di festival. E’ fondamentale il meccanismo dell’esclusione che incendia tra i vicini in un blocco residenziale in Aquarius (2016), o gli eventi soprannaturali che portano una comunità a ridisegnare i suoi confini nel recente Bacurau (2019). La vita non è facile nel cinema di Filho. Eppure questo disagio è per niente artificioso. Piuttosto, deriva dalla situazione politica e le disuguaglianze sociali nel Brasile contemporaneo, che egli scopre senza pudore nel suo cinema.

Sempre per voi un sunto dal vivo dell’evento:

Infine nella giornata del 26 Febbraio alle ore 14:00 -15:30 nella sala HAU2 una lezione di fotografia: Change of Focus: Caleb’s Camera. Incontro con Caleb Deschane J. Intervistato da Peter Cowie.

A partire dal film di laurea del 1969 di Terrence Malick alla più recente sfida con The Lion King. Il direttore della fotografia e regista Caleb Deschanel (Twin Peaks. The Patriot) spiega come la curiosità guida una carriera. Nonostante la novità della realtà virtuale per il suo kit di strumenti, il remake fotorealistico del 2019 di Deschanel del classico Disney mostra la sua straordinaria capacità di creare immagini e illuminazione naturalistiche, un regalo che gli è valso sei nomination agli Oscar fino ad oggi. Si discute le gioie e le difficoltà di fare film con gli altri, il che potrebbe riportarci alla sua parte in un’ambiziosa band di film californiani, noto come “The Dirty Dozen”.

Al termine nella stessa giornata una esperienza frizzante  nella bellissima sala vintage HAU1- 17:00 -18:30

Berlinale Homage: In Conversation with Helen Mirren intervistata da Roy Rajendra.

In collaborazione con Deutsche Kinematheksert, Museum fur Film und Fernsehen.

Fin dai suoi primi anni presso la Royal Shakespeare Company, Helen Mirren continua a perseguire la personificazione di figure femminili con personalità emblematiche, forse in particolare una Elizabeth Il in The Queen (2006) vincolata dal dovere ma emotivamente in conflitto o, più recentemente, la Czarina Catherine the Great (2019 ). Ha ricevuto l’Orso d’oro onorario di quest’anno presso importanti istituzioni d’arte nel 2020, la Berlinale. Dame Mirren ha recitato con sconosciuti e ha trovato amici seguiti da innumerevoli teatri film e produzioni televisive e i suoi scaffali sono pieni di premi prestigiosi, tra cui un Oscar.

Il curatore del MoMA Rajendra Roy ripercorre le pietre miliari di una carriera con l’attrice che l’ha vissuta in prima persona.

Veramente esilaranti alcune sue battute come potete vedere nel seguente video:

https://youtu.be/aRdtUqan59M

A questo punto un arrivederci alla prossima edizione della Berlinale che nei Talents ripone le tante speranze future: Veramente esilaranti alcune sue battute come potete vedere nel seguente video: Auf Wiedersehen!

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