SPECIALE 70ma #BERLINALE #11 – 20.02/01.03/2020: (DAYS 6&7): Elio Germano è il protagonista indiscusso della 70ma Berlinale

(da Berlino Luigi Noera con la gentile collaborazione di Marina Pavido – Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Berlinale)

Aveva già colpito il pubblico berlinese con la sua interpretazione dell’artista LIGABUE ai più sconosciuto perché intimo, ma Elio Germano al giro di boa del festival più popolare d’Europa supera se stesso in CONCORSO e per noi si merita l’Orso d’Oro con  Favolacce (Bad Tales) Italia / Svizzera di Damiano & Fabio D’Innocenzo in Prima Mondiale con il massimo dei voti (5). Nel cast oltre Elio Germano, anche Barbara Chichiarelli, Lino Musella, Gabriel Montesi, Max Malatesta.

Siamo di fronte ad un impietoso affresco della Famiglia di oggi. Già dall’incipit è chiaro per i fratelli D’Innocenzo che non c’è scampo. La regia è sopra le righe ma con trovate a dir poco geniali. Elio Germano e la sua parlata dialettale romanesca supera i confini dello stivale.

JAVIER BARDEM as Leo; ELLE FANNING as Molly

L’altro film in concorso molto atteso è della regista Sally Potter che non ci ha disatteso. Parliamo di The Roads Not Taken dalla Gran Bretagna  in Prima Mondiale per il quale il nostro punteggio è 4. In uno spazio ristretto di una camera si consuma il dramma familiare di un padre e di una figlia amorevole. Javier Bardem ed Elle Fanning sono i protagonisti insieme a Salma Hayek e Laura Linney di questo pampleth. Leo è uno scrittore che ricorda a tratti i momenti importanti della sua vita. Scrittura su più livelli che dimostra la bravura di Sally Potter a confrontarsi con una sceneggiatura di per se ostica. Purtroppo non ha ricevuto il doveroso plauso.

Dalla Corea una storia delicata che contrariamente al titolo parla di sobrietà  Hong Sangsoo merita un premio (punteggio 3,5) per Domangchin yeoja (The Woman Who Ran) in Prima Mondiale con Kim Minhee, Seo Younghwa, Song Seonmi, Kim Saediuk, Lee Eunmi, Kwon Haehyo, Shin Seokho, Ha Seongguk. Rimandiamo a Marina il verdetto favorevole (RECENSIONE). Nella seconda Parte della Berlinale sono molti i film attesi che non ci hanno

deluso. Tra questi l’americano Never Rarely Sometimes Always di Eliza Hittman in prima internazionale con Sidney Flanigan, Talia Ryder, Théodore Pellerin, Ryan Eggold, Sharon Van Etten. Il titolo di per se potrebbe essere innoquo, però lo stesso titolo ci riporta alle risposte ad un questionario che viene proposto ad una giovane che vuole abortire alla decima settimana di gravidanza. Gli States non sono indenni dalla “vergogna” di una giovane di provincia (Pennsylvania) costretta ad andare nella metropoli NYC ad abortire. Una storia  che non convince, ma che fornisce grandi spunti di riflessione.

Era un evento atteso è si è rivelato un grande flop il remake Berlin Alexanderplatz Germania / Olanda  di Burhan Qurbani in Prima Mondiale con Welket Bungué, Jella Haase, Albrecht Schuch, Joachim Król, Annabelle Mandeng, Nils Verkooijen, Richard Fouofié Djimeli di cui ci riferisce Marina (RECENSIONE)- Infine il film DAU. Natasha Germania / Ucraina / UK / Russia di Ilya Khrzhanovskiy e Jekaterina Oertel in Prima Mondiale è risultato purtroppo un film disturbante sia per scene violente che di sesso esplicite senza alcuna finalità artistica che urtano la sensibilità dello spettatore. Ci dispiace per gli interpreti Natalia Berezhnaya, Olga Shkabarnya, Vladimir Azhippo, Alexei Blinov, Luc Bigé.

Nella nuova sezione  Encounters due pellicole autoriali che provano a rivoluzionare lo stile narrativo e come spiega il nuovo direttore artistico dimostrano le mille possibilità di fare cinema che però non convincono del tutto. La prima è Isabella dall’Argentina di Matías Piñeiro in Prima Mondiale dove su livelli diversi regna una gran confusione, la seconda pellicola si riferisce alla mitologia classica di Orfeo e Euridice sconvolgendo in maniera surreale il mito stesso. Si tratta di Orphea dalla Germania di Alexander Kluge, Khavn in Prima Mondiale. Entrambi i film potevano trovare e posizionarsi solamente in questa nuova sezione fortemente voluta dal nuovo direttore e per noi si posizionano in fondo alla classifica generale con punteggio negativo.

Ma passiamo adesso alla sezione più interessante della Berlinale Panorama che riserva sempre delle ottime sorprese. E’ proprio il caso del documentario americano

Welcome to Chechnya di David France in prima internazionale che merita un premio per la maniera di raccontare con stile asciutto quello che sta accadendo in Cecenia. (punteggio 3,5). E’ il primo documentario sugli attivisti che uniscono le forze per salvare le altre persone e le loro stesse vite di fronte alla sistematica persecuzione della comunità LGBTQI  condotta dalle autorità cecene. Un tour de force carico di resilienza e coraggio.

Per essere un Opera Prima ottiene un buon punteggio (2,75) Pari in coproduzione dalla Grecia / Francia / Olanda / Bulgaria di Siamak Etemadi in Prima Mondiale che ripropone il tema della ricerca di se stessi come nel film brasiliano CIDADE PASSARO attraverso la ricerca dei nostri cari. E’ infatti la ricerca della madre iraniana Pari del figlio scomparso ad Atene che la costringerà a un viaggio negli angoli bui della città, così come nelle profondità nascoste di se stessa.

L’altro risvolto della medaglia sono due film che non riusciamo a comprendere come siano stati selezionati, ma così è stato. Il primo dalla Francia in una notte d’estate parigina due giovani si incontrano.  E’ A l’abordage di Guillaume Brac in Prima Mondiale. Politicamente corretto narra di una notte d’estate a Parigi, Félix incontra Alma. Decide di farle una soepres raggiungendola nel luogo in cui la sua famiglia è in vacanza nel sud e coinvolge il suo migliore amico in un’avventura che non li lascerà affatto uguali. L’altro dall’ Argentina dallo stesso titolo ci dice tutto: Un crimen común (A Common Crime) in coproduzione con il Brasile e la Svizzera di Francisco Márquez in Prima Mondiale. Il racconto di due classi sociali tra loro in difficoltà. Si tratta della storia di Cecilia che ha troppa paura una notte per far entrare il figlio della governante in casa. Il giorno dopo viene trovato il cadavere del poverino. Francisco Márquez ha creato una narrazione spettrale e scintillante che descrive le ingiustizie della società argentina.

Come al solito tanta distanza non solo fisica non ci permette di entrare in empatia con i cineasti. Anche per questo la Berlinale è un festival da seguire in tutti i rivoli della Terra.

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