NANCY di CHRISTINA CHOE è una storia toccante raccontata al femminile

Quando la doppiezza entra nel grande schermo è lì che si cela l’ambiguità insita nell’essere umano.

Vincitore come miglior sceneggiatura al SUNDANCE, Miglior Regia al FANTAS PORTO Film Festival  e Premio Miglior Attrice al SITGES FILM FESTIVAL  alla poliedrica Andrea Riseborough, grazie a MARIPOSA arriva prima di Natale nelle sale.

Nancy è una giovane trentacinquenne che vive con l’anziana madre gravemente ammalata dal morbo di Parkinson nella profonda provincia americana lontana dai riflettori delle metropoli. Sbarca il lunario con lavoretti da poco conto e il suo miglior amico è Pollo, il gatto di casa.

Con una vita affettiva inesistente, scandita solo dalle cure materiali all’anziana madre con la quale ha inevitabilmente contrasti, è alla ricerca su internet di una relazione, ma la sua doppiezza la tradirà. La sua vita crolla quando la madre muore improvvisamente e di conseguenza perde non solo la presenza fisica ma anche il misero aiuto della pensione.

Un  appello in TV di una coppia di genitori che da trentanni vivono con l’angoscia della misteriosa scomparsa della figlia a soli 5 anni le fa scattare un pensiero ossessivo. La sua debole indole desiderosa di affetto la convince che è lei la piccola sottratta alla coppia disperata.

In un giuoco delle parti dove i tre vorrebbero un’altra verità si snoda un racconto tutto psicologico dove la protagonista e il suo sguardo ipnotico non lasciano tempo di riflettere allo spettatore.

Il film si basa sulla splendida interpretazione della Riseborough  coadiuvata da Steve Buscemi (Fargo) e J. Smith Cameron (i genitori alla ricerca della figlia scomparsa), di Ann Down (la madre) e il giovane John Leguizamo nella parte del giovane conosciuto su internet, L’altro personaggio è la profonda provincia del Nord America innevata nella quale si svolge il dramma della solitudine di Nancy in una piece quasi teatrale. La scelta di una fotografia che mostra e non mostra è la ciliegina sulla torta.

Nancy non ti fa respirare fino all’ultimo, ma alla fine lei prenderà la decisione giusta.

E’ lodevole lo sforzo della Mariposa Cinematografica che porta sul grande schermo il grande cinema di un autrice come la Choe  che ha iniziato con documentari sulla Corea del Nord. E’ interessante cosa dice di se la regista:

«I primi lavori con cui ho iniziato sono documentari, il che significa che da subito ho realizzato come la verità possa essere plasmata, fabbricata e veicolata. Negli ultimi cinque anni ho viaggiato in Nord Corea tre volte, filmando segretamente un popolo troppo spesso ritenuto bizzarro o vittima di lavaggio del cervello. Il mio scopo era semplicemente connettermi a livello umano ed emotivo con quelle persone, e in effetti hanno finito per essere quasi una famiglia. Nonostante la banalità delle mie intenzioni, mi sono ritrovata continuamente a chiedermi cosa fosse vero e cosa fosse falso – dubbio inevitabile in un Paese così strettamente controllato. Non ero mai davvero sicura se chi avevo davanti fosse sincero o stesse recitando un copione. Io stessa, quando venivo fermata dalle autorità, dichiaravo che stavo solo girando un filmino per i miei genitori, e nel dire mezze verità (e mezze bugie) per sopravvivere ed evitare la detenzione, a mia volta finivo per non essere del tutto sincera con persone che a volte sentivo come fratelli e sorelle.”

Per gentile concessione della Distribuzione MARIPOSA Vi proponiamo un trailer ufficiale del film:

https://youtu.be/Gp7DcnctBgI

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