SPECIALE #FestivalDeiPopoli#60 #1 – 2/9 Novembre 2019: (DAY1) – La prima italiana di “Sea-Watch 3” inaugura il 60/mo Festival dei Popoli

(da Firenze Luigi Noera – Le foto sono pubblicate per gentile concessione del Festival dei Popoli)

In programma anche la prima italiana di “John & Yoko: above us only sky” sull’origine di Imagine, la canzone più famosa al mondo. Sabato la prima italiana del documentario “A Dog Called Money” del pluripremiato fotografo Seamus Murphy, sulla cantante cult PJ Harvey

A bordo dell’equipaggio della Sea-Watch, fin dal primo giorno, in “Sea-Watch 3” di Jonas Schreijäg e Nadia Kailouli; la storia della genesi di uno degli album più famosi di tutti i tempi, “Imagine” di John Lennon in “John & Yoko: Above Us Only Sky” di Michael Epstein; la medium che vive a Firenze e che comunica con l’aldilà in “Medium” di Laura Cini e i bambini che danno voce alla natura in un documentario per i più piccoli, “Rediscovery”.

Questi i protagonisti dei documentari, in prima italiana, della prima giornata della 60esima edizione del Festival dei Popoli, sabato 2 novembre, in programma al cinema La Compagnia (dalle 15, informazioni su www.festivaldeipopoli.org). Il festival si terrà fino al 9 novembre, in vari luoghi della città, diretto da Alberto Lastrucci e presieduto da Vittorio Iervese.

Alle 21 si terrà l’inaugurazione ufficiale del festival con la prima internazionale di “Sea-Watch 3” di Jonas Schreijäg e Nadia Kailouli alla presenza dei registi e di Valeria Sottani, medico volontario di Sea Watch 3. Che cosa è successo prima che si accendesse l’attenzione dei media, nel corso delle quasi tre settimane in mezzo al Mediterraneo? Il documentario porta lo spettatore il più vicino possibile agli eventi tramite il lavoro dei registi, che erano a bordo fin dal primo giorno. Hanno effettuato riprese mentre l’equipaggio della “Sea-Watch 3” salvava 53 persone su un gommone alla deriva. Hanno continuato a filmare quando la guardia costiera italiana è salita a bordo per consegnare una comunicazione firmata dall’allora Ministro degli Interni Matteo Salvini. Hanno filmato la vita quotidiana in condizioni di emergenza, con particolare attenzione al ruolo ricoperto dai medici e dal personale di bordo. Hanno osservato la capitana mentre prendeva le difficili decisioni da cui dipendevano le sorti di tutte le vite umane sulla nave. Ma soprattutto hanno ascoltato i profughi raccontare da cosa erano fuggiti e gli orrori raccapriccianti della Libia.

“Si tratta di un documentario corale – ha detto Alberto Lastrucci, direttore del festival – che, con attenzione cinematografica, documenta le vicissitudini di bordo, dando spazio e voce ai profughi, al personale di bordo e, evidentemente, a chi in quel momento era al comando, vale a dire la capitana Rackete”.

La prima giornata del festival parte alle 15, sempre al cinema La Compagnia, con la sezione dedicata ai più piccoli, dal titolo Popoli for Kids e la proiezione di “Rediscovery” di Phie Ambo dove i protagonisti del film sono proprio dei bambini, lasciati liberi in uno spazio alla periferia di Copenaghen, accompagnati dalla voce della natura – narratrice d’eccezione in questo film – che farà loro da insegnante in un percorso tra ambiente e natura.

Alla 16.30 spazio al Concorso italiano con “Medium” presentato in sala dalla regista, Laura Cini. Il film ha per protagonista Tarika, la quale ha dedicato la vita a imparare a gestire la sua capacità innata di comunicare con l’aldilà. Nel suo mondo entra Sirio, un uomo la cui vita è stata lacerata dalla tragica morte della moglie, e Nadia, una donna vibrante che nasconde un oscuro passato di famiglia. Grazie alle capacità di Tarika di varcare la soglia tra vita terrena e ultraterrena, Sirio e Nadia superano i loro limiti, ottenendo una seconda possibilità di affrontare alcuni problemi irrisolti con i loro defunti, che diventa il veicolo per prendere coscienza della loro natura più profonda e del loro viaggio come esseri umani.

Il festival prosegue alle 18.15 con un incontro dedicato alla realtà virtuale alla presenza dei Bowland, il gruppo iraniano-fiorentino che ha partecipato a X-FActor nel 2019.

Alle 18.45 la proiezione di “John & Yoko: above us only sky” di Michael Epstein, all’interno della sezione “Hit me with music”. Il film, che andrà in onda sul canale di Sky Arte prossimamente rivela al pubblico la profonda collaborazione creativa fra John Lennon e Yoko Ono nella produzione dell’album Imagine, rievocando quell’epoca ma anche mettendo in risalto quanto quella musica e quel messaggio parlino ancora al pubblico di oggi.

 

PJ Harvey as featured in Seamus Murphy’s film “A Dog Called Money”. His feature documentary on their collaboration traces the sources of the songs that were inspired by their travels, and tells stories of the some of the people and places they encounted along the way.

Sabato 3 invece la prima italiana del documentario “A Dog Called Money” del pluripremiato fotografo Seamus Murphy, sulla cantante cult PJ Harvey, star del rock al femminile, sarà uno degli “Eventi Speciali” della 60esima a.

Scritto e diretto dal fotografo e film-maker irlandese Seamus Murphy, il film testimonia il processo creativo dietro l’ultimo disco di PJ Harvey, The Hope Six Demolition Project. Nato dal lungo viaggio intrapreso dalla cantautrice britannica insieme al fotografo irlandese attraverso Afghanistan, Kosovo e Washington DC, già diventato un libro di poesie e foto The Hollow of the Hand (2015), l’album, con tutti i suoi retroscena, è stato fissato su pellicola. Oltre alle immagini del viaggio, il film mostra, infatti, anche le fasi di registrazione di The Hope Six Demolition Project alla Somerset House di Londra. In un esperimento artistico senza precedenti, chiusi in una stanza dalle pareti vetrate, sotto lo sguardo del pubblico, PJ e i suoi musicisti, per cinque settimane nel gennaio del 2015, hanno dato vita a una sorta di scultura sonora.

Alla proiezione seguirà la performance live: 19’40”/Enrico “Der Maurer” Gabrielli (fiati) + Sebastiano De Gennaro (elettronica e percussioni) suonano musica scritta. Gabrielli, polistrumentista, compositore e arrangiatore, ha partecipato alle registrazioni e al tour dell’ultimo album di PJ Harvey, The Hope Six Demolition Project al Somerset House.

“In occasione della 60a edizione – ha spiegato Alberto Lastrucci, direttore del Festival dei Popoli – proponiamo un’immagine che evoca il lungo percorso e l’ininterrotta attività del nostro festival che, fin dalle origini, si propone di essere un ‘testimone del suo tempo’, ma anche un avvistatore delle nuove tendenze in avvicinamento (cinematografiche, culturali, sociali, politiche, ecc.). L’immagine presenta la figura emblematica di un testimone che, attraverso decenni caratterizzati da strumenti tecnologici in continua evoluzione, mantiene inalterato il suo ruolo di osservatore, cronista, story-teller. Un simbolo di tutte le autrici e di tutti gli autori dei “racconti del mondo” che compongono il programma”.

Per il 60° anniversario del festival una sezione speciale, chiamata “Diamonds are Forever” e curata da Daniele Dottorini, che ripercorre gli ultimi sessanta anni di cinema documentario per riscoprire una costellazione di pietre preziose, di gioielli da riportare alla luce. Frutto del talento folgorante di autrici ed autori di fama internazionale, i 20 titoli che compongono questa sezione, presentati nelle passate edizioni, dal 1959 a oggi, costituiscono autentici “momenti di grande cinema”, qui riuniti a comporre un collier dal valore inestimabile. Da “Titicut Follies” di Frederick Wiseman a “Dont Look Back” di D.A. Pennebaker entrambi del 1967; da “Les Enfants Jouent a la Russie” di Jean-Luc Godard a “First Love” di Krzysztof Kieślowski del 1974; da “Sud” di Chantal Akerman a “Harat” di Sepideh Farsi: un’occasione unica per vedere, o rivedere, opere che hanno anticipato il cinema del futuro e che continuano a farlo ancora oggi.

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