SPECIALE #VENEZIA75 #13 – 29 AGOSTO/8 SETTEMBRE MAGGIO 2018 (DAY 10): I Premi delle Sezioni autonome anticipano il gran finale di domani 8 settembre

I Premi collaterali e i Premi della SIC e dei Venice Days

(da Venezia Luigi Noera con la gentile collaborazione di Marino Pavido- Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Biennale di Venezia)

Nella giornata di venerdì si sono concluse le proiezioni delle sezioni collaterali e l’assegnazione dei relativi premi. Ma anche è stato assegnato il PREMIO LEONCINO D’ORO 2018 al film tedesco ‘Werk ohne Autor’ di Florian Henckel von Donnersmarck e la Segnalazione Cinema For Unicef a “What You Gonna Do When The World’s On Fire?” di Roberto Minervini alla presenza del sottosegretario Borgonzoni e del Presidente della Biennale, Paolo Baratta. Il “Leoncino d’Oro” è stato istituito da Agiscuola nel 1989, giunto alla 30a edizione e divenuto nel tempo uno dei premi collaterali più significativi.

Il Premio Leoncino d’Oro Agiscuola 2018 va al film tedesco ‘Werk ohne Autor’ di Florian Henckel von Donnersmarck, con la seguente motivazione: “un potente affresco di ideologie che non si pongono domande, mette in luce la più intima essenza dell’arte, strumento di libertà e verità. L’amore pervade ogni nota di questa sinfonia destabilizzante che si solleva tra le macerie di un secolo spezzato, fino a raggiungere le anime del pubblico contemporaneo”. Il premio verrà ritirato da Paolo Del Brocco,  Amministratore Delegato di Rai Cinema, da Nicola Claudio, Presidente Rai Cinema e da Luigi Lonigro, Direttore 01 Distribution. Il film, diretto dal regista già Premio Oscar per Le vite degli altri e ispirato a fatti realmente accaduti, attraversa tre epoche della storia tedesca narrando le vicende di Kurt, giovane studente d’arte che si innamora di Ellie, sua compagna di corso. Il padre della ragazza, il professor Seeband, rinomato medico, disapprova la scelta della figlia e promette di porre fine alla relazione. Nessuno sa però che le loro vite sono già legate da un orrendo crimine, commesso da Seeband decenni prima.

I giovani giurati del “Leoncino d’oro” – in seguito ad un accordo siglato con il Comitato Italiano per l’UNICEF – assegnano inoltre la prestigiosa  Segnalazione Cinema For Unicef, riconoscimento istituito presso la Mostra sin dal 1980. Il Premio va a “What You Gonna Do When The World’s On Fire?” di Roberto Minervini, con questa motivazione: “Un mondo in bianco e nero costringe ad affrontare gli sguardi nei volti stremati dall’odio. Immerso in quello che sembra un romanzo distopico, lo spettatore rimane interdetto nell’apprendere che tutto è reale, spaventosamente attuale, e che la lotta per la giustizia e l’uguaglianza continua, oggi come ieri”. Il premio sarà ritirato da Dario Zonta produttore creativo del film, che affronta il fenomeno del razzismo negli Stati Uniti d’America prendendo spunto dagli eventi violenti che, nell’estate del 2017, videro coinvolta un’intera comunità afroamericana di Baton Rouge, in Louisiana. Roberto Minervini, già vincitore del David di Donatello come miglior documentario nel 2014 con “Ferma il tuo cuore in affanno”, presentato nella  Selezione ufficiale del Festival di Cannes, nel 2015 ha realizzato “Louisiana (The Other Side)”, presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes e ha fatto parte della Giuria della sezione “Orizzonti” del Festival di Venezia nel 2014.

 

  1. SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA

Lissa Ammetsajjel (Still Recording) dei registi siriani Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub

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vince il Premio del Pubblico Sun Film Group e il Premio Mario Serandrei – Hotel Saturnia per il Miglior Contributo Tecnico

Premiato anche Bêtes blondes (Blonde Animals) di Alexia Walther e Maxime Matray

Il Delegato Generale Giona A. Nazzaro ha così commentato questa edizione: “Una selezione che porta nel proprio DNA il desiderio del futuro, il piacere della diversità e la ricerca di sguardi nuovi. Una selezione che, nel momento in cui la politica chiude le porte, rossellinianamente vuole aprire tutte le finestre, invitando a ragionare sulle contraddizioni del tempo presente e a lavorare per un cinema non conciliato”.

Sono stati inoltre assegnati:

Premio Circolo del Cinema di Verona

BETES BLONDES (BLONDE ANIMALS) di Maxime Matray e Alexia Walther (Francia)

Premio assegnato da una giuria composta da soci del Circolo di Verona e destinato al film più innovativo della sezione.

Motivazione: La testa di Orfeo, separata dal corpo, chiude gli occhi al mondo e li apre alla visione. Non cessa però la sua pena, il suo canto non si interrompe. Per averci invitato ad accogliere questo richiamo, a guardare al dolore del vivere con sorriso assonnato, a viaggiare con vorace smemoratezza ingozzandoci di fiori e quintali di tartine al salmone, in compagnia di giovani feriti e bellissimi alla ricerca di un sapore che pare perduto. Per aver insinuato che la memoria è lo scandaglio del nostro presente, ma scordare è un atto rivoluzionario quanto cercare risposte da una sitcom camp o consigli da gatti risentiti. Per averci immersi in un ciclo di letargie e risvegli che riscrive i tratti del reale e affoga l’immagine nel sogno. Per averci obbligato a resettare i nostri sensi e le nostre costruzioni, dimostrando che un cinema radicale e svergognato è sempre possibile, anzi necessario.

Premio Mario Serandrei – Hotel Saturnia & International per il Miglior Contributo Tecnico

LISSA AMMETSAJJEL (STILL RECORDING) di Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub (Siria, Libano, Qatar, Francia, Germania)

Premio sponsorizzato dall’Hotel Saturnia di Venezia e assegnato da un’apposita commissione di esperti.

Motivazione: Nell’inferno della guerra siriana, l’immagine cattura l’orrore della battaglia, l’intensità della condivisione, la verità di un popolo. Dalla teoria dell’azione hollywoodiana all’urgenza del documentario, la tecnica digitale coglie l’assoluto presente della storia, testimoniando la resistenza della vita nei campi di sterminio, con un palpitante montaggio che rende tangibile una tragedia in corso.

Inoltre, una giuria composta dai membri della Woche der Kritik (Settimana della Critica di Berlino), guidati da Michael Hack ha assegnato i premi ai cortometraggi in concorso alla terza edizione di SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica).

Premio al Miglior Cortometraggio

MALO TEMPO di Tommaso Perfetti (Italia, 2018. Col., 19’)

Motivazione: Un giovane gangster confinato nel suo piccolo appartamento – un grande corpo, quasi troppo grande per l’inquadratura e la sua voce. Slegato dai vincoli della situazione Tommaso Perfetti sviluppa un ritratto vivido e sfaccettato di un uomo che cerca di affermarsi e perdersi nel contempo. Astenendosi da ogni giudizio libera sia il protagonista che gli spettatori, attraverso un maturo gesto di cinema documentario.

Premio alla Migliore Regia

GAGARIN, MI MANCHERAI di Domenico De Orsi (Italia, 2018. Col., 20’)

Motivazione: Perdersi. Trovare luce e terra, e acqua. Il cielo è blu,ci si prende cura delle galline e forse, solo forse, significa avere qualcosa da fare, lavorare, progettare, costruire. La ricerca che questo film sviluppa è tutta esteriore, rivolta al mondo e alle fantasie che evoca. La sua curiosità non richiede risposte, sebbene ce ne siano alcune.

Premio al Miglior Contributo Tecnico

QUELLE BRUTTE COSE di Loris Giuseppe Nese (Italia, 2018. Col.,11’)

Motivazione: La realtà privata di una famiglia: frammenti del loro passato e presente, momenti condivisi, scorci di intimità. La voce di una figlia scomparsa si confonde con un ritmo della memoria, una densità dell’amore, un flusso di coscienza. Ininterrotto e vivido, come se le separazioni non fossero altro che un’illusione.

Alla Giornate degli Autori vince C’est ça l’amour di Claire Burger

Ecco il verdetto sul film vincitore della quindicesima edizione delle Giornate degli Autori: il GdA Director’s Award va al film C’est ça l’amour di Claire Burger (Francia). La giuria, presieduta dal regista Jonas Carpignano, è composta dai membri del progetto “28 Times Cinema”: ventotto giovani spettatori ciascuno proveniente da un paese dell’Unione Europea, accompagnati a Venezia da Karel Och, direttore del festival di Karlovy Vary.

Questa la motivazione con la quale hanno sostenuto la scelta:

Il film di Claire Burger è un racconto estremamente coinvolgente sulle situazioni difficili in cui ci pone la vita, sia che ci confrontiamo con la fine di un matrimonio, sia che ci venga spezzato il cuore per la prima volta. Abbiamo scelto questo film per la sua tenerezza e per la straordinaria padronanza tecnica che la regista dimostra nel tenere sotto controllo tutti gli elementi del film.

I giurati sono arrivati alla discussione con tre titoli finalisti tra i quali hanno votato il vincitore. Gli altri due film erano Pearl di Elsa Amiel e Ville Neuve di Félix Dufour-Laperrière.

Claire Burger è una regista francese premiata a Cannes sin dal suo primo corto nel 2008 e vincitrice della Caméra d’Or con Party Girl (2014) in co-regia con Marie Amachoukeli e Samuel Theis.  C’est ça l’amour  è il primo film che dirige da sola e il 2018 è il suo primo anno a Venezia. Il film è una storia dai toni autobiografici “sulle disfunzioni famigliari e sociali – come racconta la stessa regista – in cui le soggettività si confrontano reciprocamente”.

Invece Joy vince il Label Europa Cinemas. Il film dell’austriaco Sudabeh Mortezai. Il Label Europa Cinemas premia il miglior film europeo alle Giornate degli Autori. Ad annunciare il vincitore della quindicesima edizione, è stata una giuria composta da quattro esercenti del circuito di Europa Cinemas Network.

Con il Label, Joy potrà beneficiare di un supporto promozionale da Europa Cinemas e di una migliore visibilità grazie all’incentivo finanziario per una rete di sale che lo programmerà.

La giuria era composta da: Klara Bogusławska (Kinoteka Multiplex, Varsavia, Polonia), Mathieu Guetta (Majestic Bastille, Parigi, Francia); Ezio Leoni (Il Lux, Padova, Italia) e Christine Müh (Kommunales Kino, Pforzheim, Germania).

La giuria ha motivato il premio con la seguente dichiarazione:

«Joy è un film commovente e realizzato con grande cura, che affronta il traffico sessuale, una piaga che colpisce tutta l’Europa. Il film possiede uno stile documentario che ne fa risplendere autenticità e credibilità. In questo modo riusciamo a comprendere la vita quotidiana della protagonista, Joy, le sue lotte e la ricerca di dignità nelle complesse dinamiche di potere presenti in un mondo parallelo al nostro. Il film provocherà un dibattito ovunque sarà visto, e siamo lieti che questo premio possa favorirne la diffusione in Europa».

Intanto vi proponiamo il nostro pensiero sui 21 film del concorso ufficiale che ci vede abbastanza in sintonia con il gradimento della critica e del pubblico:

CLASSIFICA VENEZIA75

  1. ROMA di ALFONSO CUARÓN
  2. THE SISTERS BROTHERS di JACQUES AUDIARD
  3. THE FAVOURITE di YORGOS LANTHIMOS
  4. NAPSZÁLLTA (SUNSET) di LÁSZLÓ
  5. DOUBLES VIES di OLIVIER ASSAYAS
  6. THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS di ETHAN COEN, JOEL COEN
  7. WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE? di ROBERTO MINERVINI
  8. SUSPIRIA di LUCA GUADAGNINO
  9. VOX LUX di BRADY CORBET
  10. CAPRI-REVOLUTION di MARIO MARTONE
  11. THE MOUNTAIN di RICK ALVERSON
  12. ZAN (KILLING) di SHINYA TSUKAMOTO
  13. FIRST MAN di DAMIEN CHAZELLE
  14. NUESTRO TIEMPO di CARLOS REYGADAS
  15. WERK OHNE AUTOR (OPERA SENZA AUTORE) di FLORIAN HENCKEL VON
  16. AT ETERNITY’S GATE di JULIAN SCHNABEL
  17. 22 JULY di PAUL GREENGRASS
  18. THE NIGHTINGALE di JENNIFER KENT
  19. PETERLOO di MIKE
  20. FRÈRES ENNEMIS di DAVID OELHOFFEN
  21. ACUSADA di GONZALO TOBAL

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