SPECIALE #VENEZIA75 #5 – 29 AGOSTO/8 SETTEMBRE MAGGIO 2018 (DAYS 2&3): i registi Premi Oscar Alfonso Cuarón, Ethan Coen e Joel Coen si contendono il podio

(da Venezia Luigi Noera con la gentile collaborazione di Marino Pavido- Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Biennale di Venezia)

Dopo l’inaugurazione sul red carpet i registi Premi Oscar Alfonso Cuarón, Ethan Coen e Joel Coen affrontano temi universali ma DOUBLES VIES di OLIVIER ASSAYAS ci sembra quello più attuale perché riflette sulla società dei nuovi Media che ha sconquassato gli equilibri del secolo scorso.

Dopo la prova non del tutto convincente del film di Damien Chazelle nel Concorso VENEZIA 75, in attesa del fine settimana italiano, ha sodisfatto il pubblico con tre registi di tutto rispetto. Ci riferiamo innanzi tutto al francese OLIVIER ASSAYAS che con DOUBLES VIES su un canovaccio da novelle vogue  riflette causticamente sui nuovi media rappresentati dalla democrazia su internet. Non mancano gli ingredienti tipicamente francesi come tradimenti reciproci della coppia formata da Guillaume Canet e una sempre affascinante Juliette Binoche, ma anche le gag di Vincent Macaigne, ed il suo ruolo di perdente come visto in altri film. Non si parla solo di internet, ma anche del dio denaro che pervade la società globalizzata con un umorismo ed una leggerezza apprezzabile.

THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS

Certo che l’attesa per il nuovo film THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS dei fratelli ETHAN COEN e JOEL COEN con attori apprezzabili come Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson, Tom Waits, Bill Heck, Zoe Kazan, Tyne Daly, Brendan Gleeson non è stata riposta invano. Con sei quadretti ambientati nella frontiera del western i Coen ci ricordano i limiti della nostra umanità con piglio grottesco a loro tanto caro ma anche con sottile ironia. Si parte con il western per eccellenza dove il killer professionista trova un inciampo nella sua carriera. Ma anche il bandito specializzato in rapine trova il suo inciampo nella brillante carriera ed anche qualcosa di più. A questi poveretti si unisce però l’avidità dell’essere umano capace di distruggere l’ambiente in cerca di un filone d’oro oppure lo spettacolo itinerante di “meraviglie umane” che sembra bilanciare i misfatti con una presunta empatia che si rivelerà effimera. Nel finale quello che potrebbe sembrare finalmente una opera buona si rivela disastrosa. Ecco allora l’Uomo e i suoi limiti!

Anche YORGOS LANTHIMOS in THE FAVOURITE con un cast ottimo come Emma Stone e Rachel Weisz affronta il tema dell’avidità dell’essere umano collocandosi temporalmente nell’Inghilterra post rivoluzione Napoleonica dove gli intrighi di palazzo e la onnipotenza di una Regina fanno da sfondo alla povertà del vulgo. Rimandiamo ai commenti di Marina Pavido la chiave di lettura di una pellicola dove la scenografia e i costumi hanno un peso notevole.

Non poteva essere altrimenti il successo del messicano ALFONSO CUARÓN che ci regala pillole di cinema di qualità con ROMA. Il delicato racconto in bianco e nero prodotto dalla NETFIX ci mostra nella città messicana ROMA un quadro familiare della piccola borghesia alle prese con i suoi problemi quotidiani ed il rapporto con la servitù indigena. La figura maschile del padrone che trionfalmente ritorna a casa con una lussuosa cabriolet è offuscata dalla determinazione della giovane moglie, della nonna che accudisce alla prole e delle servette. Anche loro hanno delle problematiche da risolvere. Fa da sfondo al racconto la società messicana degli anni 70 con le sue contraddizioni in un periodo di turbolenza antidemocratica con le fronde che liberamente scorazzano per le strade incutendo terrore nella popolazione. Cuaron si dimostra ancora un Maestro della Cinematografia Messicana ed internazionale.

Dall’America un film di nicchia di RICK ALVERSON che in THE MOUNTAIN affronta il tema della malattia mentale e delle atrocità dei manicomi che anche in America dopo la seconda guerra mondiale erano pratiche diffuse. Il protagonista è un giovane la cui madre è internata in manicomio. Alla morte improvvisa del padre si ritrova a seguire come fotografo un medico psichiatra che ha curato la madre e che pratica l’elettroshock e la lobtomia. Anche in questo caso la scenografia ed i costumi sono di grande rilievo per la pellicola con la cura meticolosa dei particolari.

Per la critica ed il pubblico la classifica provvisoria di questi primi tre giorni vede il messicano Cuaron nettamente superare i fratelli Coen che inaspettatamente sono al pari di Damien Chazelle e il suo The First Man, film che inaugurato la Mostra.

Nella selezione ORIZZONTI dopo il film di apertura Sulla mia pelle di ALESSIO CREMONINI in ordine di gradimento poniamo il film francese AMANDA di MIKHAËL HERS con il giovane attore lanciatissimo Vincent Lacoste nella parte di David. Amanda è una ragazzina cresciuta dalla madre, insegnate di inglese. Lo giovane zio David, che arrotonda lo stipendio con un lavoro saltuario, si trova improvvisamente a dover accudire alla nipote rimasta orfana per un attentato terroristico a Parigi. La capitale francese vive momenti tragici e David piano piano si adegua alla nuova figura che deve ricoprire. Sullo sfondo una questione irrisolta con la madre e nonna di Amanda che abbandonato la famiglia quando David e la sorella erano ancora bimbetti. Una storia intima che intreccia le paure del terrorismo con le paure di crescere del giovane David. Interpretazione stupenda della giovanissima protagonista Amanda che nel Q&A ha dato prova deltalento e maturità sebbene la giovanissima età.

Non è la prima volta che dal Brasile ed in generale dall’America Latina viene lanciato il messaggio dei dissidenti politici desaparecidos durante le dittature. Nella pellicola DESLEMBRO di FLAVIA CASTRO il tema viene affrontato dal punto di vista dei figli che si sono trovati improvvisamente orfani di un genitore o peggio di entrambi. In questo racconto la giovane protagonista ritorna in Brasile, da dove è stata costretta ad esiliare un decennio prima in Francia con la madre. Il desiderio di mettersi sulle tracce del padre desaparecido la porta a riportare a galla una esperienza tragica.

Interessante e provocatoria la pellicola israeliana EROM (STRIPPED) di YARON SHANI. Viene trattato il tema della violenza sessuale e della leva obbligatoria in Israele. Peccato che il finale della storia sia così banale.

Infine l’opportunità di realizzare una pellicola dirompente con L’ENKAS è stato sprecato dall’esordiente SARAH MARX che concorre al Premio Leone del Futuro. Uno sguardo sul mondo del lavoro giovanile che preferisce il facile guadagno con lo spaccio di droghe si risolve in sequenze banali.

Mentre FUORI CONCORSO per gli EVENTI SPECIALE una chicca con il montaggio dell’opera postuma THE OTHER SIDE OF THE WIND di ORSON WELLES con la partecipazione di interpreti scelti dallo stesso Maestro. John Huston, Oja Kodar, Peter Bogdanovich, Susan Strasberg, Norman Foster. Una pellicola autobiografica e di denuncia che occupò gli ultimi cinque anni O. Welles senza riuscire ad ottenere i finanziamenti per completarla.

Sul Red Carpet sotto la pioggia si è presentata Lady Gaga in A STAR IS BORN di BRADLEY COOPER che interpreta un cantante Rock e ci racconta con le belle canzoni di Lady Gaga una favola moderna.

Sempre FUORI CONCORSO ma nella sezione DOC un documentario sui territori iracheni liberati recentemente dalla Jadia dal punto di vista dei migliaia di simpatizzanti dell’Isis fatti prigionieri. Si tratta di ISIS, TOMORROW. THE LOST SOULS OF MOSUL di FRANCESCA MANNOCCHI, ALESSIO ROMENZI. E’ una pellicola politica che mostra l’altra verità. Resta il fatto che il motore di tutte queste disgrazie umanitarie sia il fiorente traffico di armi che sembra inarrestabile.

Per informazione in questi due giorni sono passati fuori concorso anche MI OBRA MAESTRA dell’argentino GASTÓN DUPRAT, storia di una profonda amicizia e NI DE LIAN (YOUR FACE) del cinese TSAI MING-LIANG, inno alla poesia.

Nel fine settimana invece attendiamo con impazienza la performance degli italiani Luca Guadagnino e Roberto Minervini.

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